Il petrolio scende sotto i 60 dollari al barile

Dallo scorso giugno, il prezzo al barile si è quasi dimezzato. La guerra dei prezzi causata dall'alta produzione Usa e dalla crisi in Europa, Giappone e Cina.

Hong Kong (AsiaNews) - Il prezzo del petrolio continua la sua discesa: oggi sui mercati asiatici ha superato la soglia dei 60 dollari al barile. Il "light sweet crude" con consegne in gennaio è stato valutato a 59,09 dollari; il barile del Brent del Mare del Nord ha perso 52 cents, arrivando a 63,16 dollari.

Dal giugno scorso, da un valore di 106,91, il prezzo del petrolio ha perso più del 40%.  Secondo il ministero iraniano del petrolio, il prezzo potrebbe scendere anche sotto i 40 dollari. Contribuisce a tale discesa un'offerta sovrabbondante e una riduzione della domanda. Lo scorso novembre, i Paesi dell'Opec hanno però deciso di non ridurre la produzione. Secondo analisti, la "guerra dei prezzi" risponde a un tentativo dell'Arabia saudita di "punire" gli Stati Uniti che hanno raggiunto l'autosufficienza energetica con lo sfruttamento del petrolio di scisto. Tale produzione riesce ad essere redditizia finché il prezzo al barile rimane sui 50-70 dollari.

Ma oltre all'alta produzione Usa, il problema fondamentale rimane la riduzione della domanda in Europa, Giappone, Cina a causa della crisi economica globale.

 

 

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