Obama: Monito a Corea del Nord e Iran sulla minaccia nucleare

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione, il presidente americano sottolinea che “il pericolo più grande per il popolo americano” è che le armi nucleari finiscano nelle mani di terroristi. Isolare ancora di più Pyongyang e Teheran, con sanzioni ancora più aspre. Obama promette l’uscita delle truppe Usa dall’Iraq entro l’agosto 2010 e dall’Afghanistan entro il 2011. Ma il nucleo del suo discorso era legato ai problemi interni degli Usa, soprattutto all’economia. Nel 2010 occorre creare posti di lavoro.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente americano Barack Obama ha detto che “il pericolo più grande per il popolo americano” viene oggi dalla possibilità che le armi nucleari vadano a finire “nelle mani di terroristi”. Nel suo discorso sullo “stato dell’Unione” egli ha lanciato avvertimenti alla Corea del Nord e all’Iran che “continuano a violare gli accordi internazionali” sulle armi nucleari.

 

A un anno dalla sua elezione, Obama ha dedicato il suo primo discorso soprattutto ai temi di politica interna, alla crisi economica, alla disoccupazione, al progetto di riforma della sanità e ha detto che per il 2010 la prima preoccupazione degli Usa sarà di creare posti di lavoro.

 

Obama si è scusato per i fallimenti apparenti di questo primo anno, giustificandosi con il fatto che egli ha iniziato il mandato “in mezzo a due guerre, con l’economia colpita da acuta recessione, un sistema finanziario al limite del collasso e un governo profondamente indebitato”.

 

Solo verso la fine del discorso ha trattato alcuni temi di politica internazionali, accennando al “più grande pericolo per il popolo americano – la minaccia di armi nucleari”. Gli Stati Uniti e la Russia – ha detto – stanno riducendo gli arsenali (pur assicurando la forza di deterrenza) e stanno “completando i negoziati di un trattato per il controllo delle armi, la cui vastità è la più grande degli ultimi 20 anni”. Egli ha aggiunto che al summit sulla sicurezza nucleare del prossimo aprile, 44 nazioni si raduneranno a Washington con uno scopo chiaro “assicurarsi in quattro anni che tutti i materiali nucleari vulnerabili non cadano mai nelle mani di terroristi”.

 

“È per questo – ha detto – che la Nordcorea ora si trova di fronte a un maggior isolamento e a più forti sanzioni – sanzioni che sono attuate con vigore. Ed è per questo che la comunità internazionale è più unita e la Repubblica islamica dell’Iran è più isolata. E se i leader dell’Iran continuano a ignorare le loro obbligazioni, non vi sarà dubbio: essi anche si troveranno di fronte a crescenti conseguenze. E questa è una promessa”.

 

Obama ha anche ricordato il suo impegno nel ritirare le truppe americane dall’Afghanistan e dall’Iraq. “In Afghanistan – ha precisato – stiamo aumentando le nostre truppe e addestrando le forze di sicurezza afgane perché essi comincino a prendere il comando nel luglio del 2011 e le nostro truppe possano cominciare a tornare a casa”.

 

E sull’Iraq egli ha ricordato che “Come candidato, ho promesso che avrei terminato questa guerra ed è ciò che sto facendo come presidente. Per la fine di agosto porteremo tutte le nostre truppe di combattimento fuori dell’Iraq”. “Continueremo a collaborare con il popolo irakeno – ha aggiunto - per promuovere la pace e la prosperità della regione. Ma niente errori: questa guerra sta terminando e tutte le nostre truppe stanno tornando a casa”.

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