Papa: i responsabili politici cerchino il bene del Paese e non il proprio

“Essere cristiano non è soltanto compiere i Comandamenti: si devono fare, questo è vero; ma se tu ti fermi lì, non sei un buon cristiano. Essere un buon cristiano è lasciare che lo Spirito entri dentro di te e ti porti, ti porti dove lui vuole”.

di Franco Pisano

Città del Vaticano (AsiaNews) – In questo drammatico momento i responsabili politici cerchino il bene del Paese e non il proprio. E’ l’invito alla preghiera col quale papa Francesco ha introdotto la messa celebrata stamattina a Casa Santa Marta. “Preghiamo oggi – ha detto - per gli uomini e le donne che hanno vocazione politica: la politica è una forma alta di carità. Per i partiti politici nei diversi Paesi, perché in questo momento di pandemia cerchino insieme il bene del Paese e non il bene del proprio partito”.

Nell’omelia, il Papa ha commentato il Passo del Vangelo nel quale Nicodemo, un fariseo “giusto”, va a trovare Gesù, ha affermato che il cristiano non solo deve osservare i comandamenti ma deve lasciarsi condurre dallo Spirito, dove lo Spirito vuole.

Nicodemo, ha ricordato Francesco, “è un capo dei giudei, un uomo autorevole; sentì la necessità di andare da Gesù”. “Questo è un fariseo giusto. Sentì l’inquietudine, perché è un uomo che aveva letto i profeti e sapeva che questo che Gesù faceva era stato annunciato dai profeti. Sentì l’inquietudine e andò a parlare con Gesù. ‘Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come Maestro’: è una confessione, fino a un certo punto. ‘Nessuno, infatti, può compiere questi segni che Tu compi se Dio non è con lui’. Si ferma davanti al ‘dunque’. Se io dico questo … dunque … E Gesù ha risposto. Rispose misteriosamente, come lui, Nicodemo, non se l’aspettava. Rispose con quella figura della nascita: se uno non nasce dall’alto, non può vedere il Regno di Dio. E lui, Nicodemo, sente confusione, non capisce e prende ad litteram quella risposta di Gesù: ma come si può nascere se uno è adulto, una persona grande? Nascere dall’alto, nascere dallo Spirito. È il salto che la confessione di Nicodemo deve fare e lui non sa come farla. Perché lo Spirito è imprevedibile. La definizione dello Spirito che Gesù dà qui è interessante: ‘Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito’, cioè libero. Una persona che si lascia portare da una parte e dall’altra dallo Spirito Santo: questa è la libertà dello Spirito. E chi fa questo è una persona docile e qui si parla della docilità allo Spirito”.

“Essere cristiano – ha proseguito il Papa - non è soltanto compiere i Comandamenti: si devono fare, questo è vero; ma se tu ti fermi lì, non sei un buon cristiano. Essere un buon cristiano è lasciare che lo Spirito entri dentro di te e ti porti, ti porti dove lui vuole. Nella nostra vita cristiana tante volte ci fermiamo come Nicodemo, davanti al ‘dunque’, non sappiamo quale passo fare, non sappiamo come farlo o non abbiamo la fiducia in Dio per fare questo passo e lasciare entrare lo Spirito. Nascere di nuovo è lasciare che lo Spirito entri in noi e che sia lo Spirito a guidarmi e non io, e qui, libero, con questa libertà dello Spirito che tu non saprai mai dove finirai”.

“Gli apostoli, che erano nel Cenacolo, quando venne lo Spirito uscirono a predicare con quel coraggio, quella franchezza … non sapevano che sarebbe successo questo; e lo hanno fatto, perché lo Spirito li guidava. Il cristiano non deve fermarsi mai soltanto al compimento dei Comandamenti: si deve fare, ma andare oltre, verso questa nascita nuova che è la nascita nello Spirito, che ti dà la libertà dello Spirito”.

“È quello che è accaduto a questa comunità cristiana della prima Lettura, dopo che Giovanni e Pietro sono tornati da quell’interrogatorio che hanno avuto con i sacerdoti. Questi andarono dai loro fratelli, in questa comunità, e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. E la comunità, quando udì questo, tutti insieme, si spaventarono un po’. E cosa hanno fatto? Pregare. Non si sono fermati a misure prudenziali, ‘no, adesso facciamo questo, andiamo un po’ più tranquilli …’: no. Pregare. Che fosse lo Spirito a dire loro cosa dovessero fare. Innalzarono la loro voce a Dio dicendo: ‘Signore!’, e pregano. Questa bella preghiera di un momento buio, di un momento in cui devono prendere delle decisioni e non sanno cosa fare. Vogliono nascere dallo Spirito, aprono il cuore allo Spirito: che sia Lui a dirlo …”.

“E quando ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò, e tutti furono colmati di Spirito Santo e predicavano la Parola di Dio con franchezza’. È successa una seconda Pentecoste, qui”.

“Davanti alle difficoltà, davanti a una porta chiusa, che loro non sapevano come andare avanti, vanno dal Signore, aprono il cuore e viene lo Spirito e dà loro quello di cui hanno bisogno e vanno fuori a predicare, con coraggio, e avanti. Questo è nascere dallo Spirito, questo è non fermarsi al ‘dunque’, al ‘dunque’ delle cose che ho sempre fatto, al ‘dunque’ del dopo i Comandamenti, al ‘dunque’ dopo le abitudini religiose: no! Questo è nascere di nuovo. E come si prepara uno a nascere di nuovo? Con la preghiera. La preghiera è quella che ci apre la porta allo Spirito e ci dà questa libertà, questa franchezza, questo coraggio dello Spirito Santo. Che mai saprai dove ti porterà. Ma è lo Spirito. Che il Signore – la preghiera conclusiva - ci aiuti ad essere sempre aperti allo Spirito, perché sarà Lui a portarci avanti nella nostra vita di servizio al Signore”.

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