Papa: La Chiesa non annuncia sé stessa, annuncia Cristo; non porta sé stessa, porta Cristo

All’Angelus, papa Francesco afferma che “la Chiesa, in ogni tempo, è chiamata a fare quello che fece Giovanni il Battista, indicare Gesù alla gente”. “Guai, guai quando la Chiesa annuncia sé stessa: perde la bussola, non sa dove va”. Nella Giornata mondiale del migrante e rifugiato, dedicata ai migranti minorenni, “è necessario adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti la protezione e la difesa, come anche la loro integrazione”. L’augurio alle comunità etniche di “vivere serenamente nelle località che vi accolgono, rispettandone le leggi e le tradizioni e, al tempo stesso, custodendo i valori delle vostre culture di origine”. Il grazie all’Ufficio Migrantes e l’esempio di santa Francesca Saverio Cabrini, patrona dei migranti.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La Chiesa “non annuncia sé stessa, annuncia Cristo; non porta sé stessa, porta Cristo”. Lo ha affermato papa Francesco oggi nel suo incontro con i pellegrini prima della preghiera dell’Angelus in piazza san Pietro, commentando il vangelo di questa domenica (Seconda per anno A, Gv 1,29-34), in cui Giovanni il Battista indica Gesù come “l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!”. Dopo la preghiera mariana il pontefice ha anche ricordato che oggi è la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che quest’anno ha come tema “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”.

Il papa si è fermato a lungo nella descrizione della scena evangelica. “Gesù si presenta sulla riva del fiume, in mezzo alla gente, ai peccatori – come tutti noi –. È il suo primo atto pubblico, la prima cosa che fa quando lascia la casa di Nazaret, a trent’anni: scende in Giudea, va al Giordano e si fa battezzare da Giovanni. Sappiamo che cosa succede – lo abbiamo celebrato domenica scorsa –: su Gesù scende lo Spirito Santo in forma come di colomba e la voce del Padre lo proclama Figlio prediletto (cfr Mt 3,16-17). È il segno che Giovanni aspettava. È Lui! Gesù è il Messia. Giovanni è sconcertato, perché si è manifestato in un modo impensabile: in mezzo ai peccatori, battezzato come loro, anzi, per loro. Ma lo Spirito illumina Giovanni e gli fa capire che così si compie la giustizia di Dio, si compie il suo disegno di salvezza: Gesù è il Messia, il Re d’Israele, ma non con la potenza di questo mondo, bensì come Agnello di Dio, che prende su di sé e toglie il peccato del mondo. Così Giovanni lo indica alla gente e ai suoi discepoli. Perché Giovanni aveva una numerosa cerchia di discepoli, che lo avevano scelto come guida spirituale, e proprio alcuni di loro diventeranno i primi discepoli di Gesù”.

“Cari fratelli e sorelle – ha continuato -  perché ci siamo soffermati a lungo su questa scena? Perché è decisiva! Non è un aneddoto, è un fatto storico decisivo. È decisiva per la nostra fede; ed è decisiva anche per la missione della Chiesa. La Chiesa, in ogni tempo, è chiamata a fare quello che fece Giovanni il Battista, indicare Gesù alla gente dicendo: «Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!» Lui è l’unico salvatore, lui è il Signore, umile, in mezzo ai peccatori, ma è lui, non un altro potente….  E queste sono le parole che noi sacerdoti ripetiamo ogni giorno, durante la Messa, quando presentiamo al popolo il pane e il vino diventati il Corpo e il Sangue di Cristo. Questo gesto liturgico rappresenta tutta la missione della Chiesa, la quale non annuncia sé stessa. Guai, guai quando la Chiesa annuncia sé stessa: perde la bussola, non sa dove va. La Chiesa annuncia Cristo; non porta sé stessa, porta Cristo. Perché è Lui e solo Lui che salva il suo popolo dal peccato, lo libera e lo guida alla terra della vera libertà.

La Vergine Maria, Madre dell’Agnello di Dio, ci aiuti a credere in Lui e a seguirlo”.

Dopo la preghiera dell’Angelus, citando il tema della Giornata del migrante, “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”, egli ha detto: “Questi nostri piccoli fratelli, specialmente se non accompagnati, sono esposti a tanti pericoli. E vi assicuro, sono tanti! È necessario adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti la protezione e la difesa, come anche la loro integrazione”.

Il papa ha poi salutato le rappresentanze di diverse comunità etniche presenti nella piazza. “Cari amici – ha detto -  vi auguro di vivere serenamente nelle località che vi accolgono, rispettandone le leggi e le tradizioni e, al tempo stesso, custodendo i valori delle vostre culture di origine. L’incontro di varie culture è sempre un arricchimento per tutti! Ringrazio l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma e quanti lavorano con i migranti per accoglierli e accompagnarli nelle loro difficoltà, e incoraggio a proseguire in questa opera, ricordando l’esempio di santa Francesca Saverio Cabrini, patrona dei migranti, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte. Questa Suora coraggiosa dedicò la sua vita a portare l’amore di Cristo a quanti erano lontani dalla patria e dalla famiglia. La sua testimonianza ci aiuti a prenderci cura del fratello forestiero, nel quale è presente Gesù, spesso sofferente, rifiutato e umiliato. Quante volte nella Bibbia il Signore ci ha chiesto di accogliere i migranti e i forestieri, ricordando che anche noi siamo stati forestieri!”.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000