Papa: Le relazioni interreligiose alleviano le ferite dell’attentato di Nizza

Incontrando i familiari e alcune vittime dell’attentato terrorista a Nizza del 14 luglio scorso, papa Francesco spinge verso relazioni fraterne fra le religioni e al rifiuto dell’odio. Il dono di 86 fiori, come il numero degli uccisi. Le critiche di laicisti ed ecologisti. L’apprezzamento di personalità musulmane ed ebree.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Le relazioni interreligiose … molto vive”, contribuiscono “ad alleviare le ferite di questi drammatici avvenimenti”. È quanto ha detto papa Francesco a un folto gruppo di familiari delle vittime dell’attentato di Nizza avvenuto il 14 luglio scorso.

Fra i presenti, vi sono almeno 180 persone che sono state ferite nell’attentato o loro familiari, insieme a rappresentanti delle autorità di Nizza e membri dell’associazione interreligiosa “Alpes-Maritimes Fraternité”, che comprende il vescovo di Nizza, rappresentanti ebrei, musulmani, ortodossi e protestanti.

“Stabilire un dialogo sincero e relazioni fraterne tra tutti – ha continuato il pontefice -  in particolare tra quanti confessano un Dio unico e misericordioso, è una urgente priorità che i responsabili, sia politici sia religiosi, devono cercare di favorire e che ciascuno è chiamato ad attuare intorno a sé. Quando la tentazione di ripiegarsi su sé stessi, oppure di rispondere all’odio con l’odio e alla violenza con la violenza è grande, un’autentica conversione del cuore è necessaria. È questo il messaggio che il Vangelo di Gesù rivolge a tutti noi. Si può rispondere agli assalti del demonio solo con le opere di Dio che sono perdono, amore e rispetto del prossimo, anche se è differente”.

Prima delle parole del papa, ha parlato il vescovo di Nizza, mons. André Marceau, e il sindaco Christian Estrosi, che ha voluto regalare al pontefice un cesto con “86 fiori, come i nostri [uccisi]” dai “molti colori, come noi” (v. foto).

La sottolineatura sul valore dei rapporti interreligiosi è importante. L’attentato ad opera di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un franco-tunisino che ha gridato “Allah akhbar” mentre falciava le vittime con il suo camion, è stato applaudito dai siti dello Stato islamico. Le violenze, insieme alla serie di attentati avvenuti in Francia, hanno dato luogo a manifestazioni anti-islamiche accrescendo la tensione nella società multiculturale francese.

L’incontro odierno con papa Francesco è stato criticato a Nizza da alcuni gruppi “per i diritti umani”, rivendicando la “laicità” del Paese. Anche la consigliera ecologista della città, Juliette Chesnel-Le Roux, ha dichiarato che l’incontro col “capo della Chiesa cattolica” è una “provocazione”, dato che fra le vittime vi sono persone di tante altre religioni.

In compenso, l’imam Boubekeur Bekri, vice-presidente del Consiglio regionale di culto musulmano del sud-est della Francia, presente a Roma, ha dichiarato che è giusto per i credenti “convergere gli uni verso gli altri”. Anche personalità ebree hanno espresso parere favorevole ad incontrare il papa.

“Prego il Dio di misericordia – ha detto ancora il pontefice - per tutte le persone rimaste ferite, in certi casi atrocemente mutilate, nella carne o nello spirito, e non dimentico tutti coloro che per questo non sono potuti venire o sono ancora in ospedale. La Chiesa vi resta vicina e vi accompagna con immensa compassione. Con la sua presenza accanto a voi in questi momenti così pesanti da affrontare, essa chiede al Signore di venirvi in aiuto e di mettere nei vostri cuori sentimenti di pace e di fraternità”.

Alla fine del raduno papa Francesco ha voluto salutare uno ad uno le centinaia di persone radunate per l’udienza.

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