Papa: Le ricchezze e le preoccupazioni del mondo soffocano la Parola di Dio, il nostro passato, presente e futuro

Le ricchezze ci "tolgono dal tempo" perché ci fanno dimenticare il passato, l'elezione ricevuta da Dio, e ci fanno preoccupare troppo di un futuro senza promessa. Alla messa in Santa Marta ha partecipato il vescovo di Santa Clara (Cuba).

Città del Vaticano (AsiaNews) - Le ricchezze e le preoccupazioni del mondo "soffocano la Parola di Dio"; fanno "dimenticare il passato, non accettare il presente, sfigurare il futuro". Così papa Francesco ha commentato il vangelo

della messa di oggi (Matteo 6, 24-34), sottolineando che più che sulle ricchezze, la nostra vita è fondata sui tre pilastri della elezione, alleanza e promessa di Dio.

Alla celebrazione nella casa Santa Marta, come riferisce la Radio vaticana, hanno preso parte mons. Arturo González, vescovo di Santa Clara (Cuba), e un gruppo di dipendenti dei Musei vaticani.

"Le ricchezze e le preoccupazioni del mondo - ha spiegato il pontefice - soffocano la Parola di Dio e non la lasciano crescere. E la Parola muore, perché non è custodita: è soffocata. In quel caso si serve la ricchezza o si serve la preoccupazione, ma non si serve la Parola di Dio. E anche questo ha un senso temporale, perché la parabola è un po' costruita - il discorso di Gesù nella parabola - sul tempo, no? Non preoccupatevi dell'indomani, di cosa fai domani... E anche la parabola del Seminatore è costruita sul tempo: semina, poi viene la pioggia e cresce. Cosa fa in noi, cosa fanno le ricchezze e cosa fanno le preoccupazioni? Semplicemente ci tolgono dal tempo".

Tutta la nostra vita, ha continuato, è fondata su tre pilastri: uno nel passato, uno nel presente e un altro nel futuro. Il pilastro del passato "è quello dell'elezione del Signore". Il futuro invece riguarda il "camminare verso una promessa", fatta dal Signore. Il presente "è la nostra risposta a questo Dio tanto buono che mi ha eletto".

"A quello che è attaccato alle ricchezze - ha aggiunto - non importa il passato né il futuro, ha tutto là. E' un idolo, la ricchezza. Non ho bisogno di un passato, di una promessa, di un'elezione: niente. Quello che si preoccupa di cosa può succedere, taglia il suo rapporto col futuro - 'Ma, può andare questo?' - e il futuro diventa futuribile, ma no, non ti orienta a nessuna promessa: rimane confuso, rimane solo".

Le ricchezze e le preoccupazioni, ha ribadito, sono le due cose che "ci fanno dimenticare il nostro passato", che ci fanno vivere come se non avessimo un Padre. E anche il nostro presente "è un presente che non va".


E ha concluso: "Dimenticare il passato, non accettare il presente, sfigurare il futuro: questo è quello che fanno le ricchezze e le preoccupazioni. Il Signore ci dice: 'Ma, tranquilli! Cercate il Regno di Dio e la sua giustizia, tutto l'altro verrà'. Chiediamo al Signore la grazia di non sbagliarci con le preoccupazioni, con l'idolatria della ricchezza e sempre avere memoria che abbiamo un Padre, che ci ha eletti; avere memoria che questo Padre ci promette una cosa buona, che è camminare verso quella promessa e avere il coraggio di prendere il presente come viene. Questa grazia chiediamo al Signore!".

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