Papa negli Usa: le famiglie vedano nella Chiesa una compagna fedele anche nelle prove

Il saluto di Francesco agli Stati Uniti. All’aeroporto di Philadelphia, da dove è partito, l’incontro con i membri del Comitato organizzatore, i volontari e i benefattori dell’Incontro mondiale. Agli Usa: “siate buoni e generosi custodi delle risorse umane e materiali che vi sono state affidate”.

Philadelphia (AsiaNews) – “Le famiglie a continuare ad impegnarsi per la santità e a vedere la Chiesa come una compagna fedele, qualsiasi prova dovranno affrontare”. Con un pensiero all’appena concluso Incontro mondiale - oltre ai ringraziamenti per quanti hanno collaborato alla riuscita del viaggio – papa Francesco si è accomiatato, ieri sera, dagli Stati Uniti.

All’aeroporto di Philadelphia, in un hangar, il Papa ha incontrato i membri del Comitato organizzatore, i volontari e i benefattori dell’Incontro mondiale: 500 persone e anche il vicepresidente statunitense Joe Biden. Ancora canti e testimonianze  delle Famiglie, prima che Francesco salisse sull’aereo (nella foto).

I ringraziamenti del Papa sono stati rivolti anche alle famiglie che “hanno condiviso le loro testimonianze durante l’Incontro. Non è così facile parlare pubblicamente del proprio percorso di vita! Ma la loro sincerità e umiltà di fronte a Dio e a noi ha mostrato la bellezza della vita familiare in tutta la sua ricchezza e varietà. Prego che queste giornate di preghiera e riflessione sull’importanza della famiglia per una società sana incoraggeranno le famiglie a continuare ad impegnarsi per la santità e a vedere la Chiesa come una compagna fedele, qualsiasi prova dovranno affrontare”.

Rivolgendosi poi a Biden, il Papa è tornato a parlare degli Usa come “terra benedetta con enormi doni ed opportunità. Prego – ha aggiunto - affinché siate buoni e generosi custodi delle risorse umane e materiali che vi sono state affidate”.

“E’ stato particolarmente commovente per me – ha detto ancora - canonizzare san Junipero Serra, il quale rammenta a tutti noi la chiamata ad essere discepoli missionari; come pure sostare personalmente, insieme a fratelli di altre religioni, a Ground Zero, luogo che parla in modo così forte del mistero del male; ma noi sappiamo con certezza che il male non ha mai l’ultima parola e che, nel piano misericordioso di Dio, l’amore e la pace trionferanno su tutto”.

“Le vostre attenzioni nei miei confronti e la vostra accoglienza sono segno del vostro amore per Gesù e della vostra fedeltà a Lui. E altrettanto lo sono l’attenzione per i poveri, per i malati, i senzatetto e i migranti, la vostra difesa della vita in ogni sua fase, come pure la preoccupazione per la vita familiare. In tutto questo, riconoscete che Gesù è in mezzo a voi e che la vostra cura vicendevole è cura per Gesù stesso. Nel congedarmi, chiedo a voi tutti, specialmente ai volontari e ai benefattori che si sono impegnati per l’Incontro mondiale delle famiglie: non si esaurisca il vostro entusiasmo per Gesù, per la sua Chiesa, per le nostre famiglie e la più grande famiglia della società. Possano i giorni trascorsi assieme portare frutto che rimanga, e la generosità e l’attenzione per gli altri possano continuare! Come abbiamo ricevuto tanto da Dio – doni dati a noi gratuitamente e non per le nostre forze –, così cerchiamo in cambio di donare gratuitamente agli altri”.

 

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