Città del Vaticano (AsiaNews) - “Se tu lasci tutto per Gesù, la gente riconosce in te il Signore; ma nello stesso tempo ti aiuta a convertirti ogni giorno a Lui, a rinnovarti e purificarti dai compromessi e a superare le tentazioni”: è il consiglio che papa Francesco ha dato oggi ai sacerdoti, nel suo commento al vangelo della domenica (13ma per anno, Matteo 10, 37-42), prima della preghiera dell’Angelus con i pellegrini in piazza san Pietro. Subito dopo la preghiera mariana, Francesco ha lanciato un appello per “una soluzione pacifica e democratica” alla crisi in Venezuela, in occasione della festa nazionale del Paese, che si celebra il 5 luglio.
Nel Vangelo citato, “Gesù - ha detto il papa - sottolinea due aspetti essenziali per la vita del discepolo missionario: il primo, che il suo legame con Gesù è più forte di qualunque altro legame; il secondo, che il missionario non porta sé stesso, ma Gesù, e mediante Lui l’amore del Padre celeste. Questi due aspetti sono connessi, perché più Gesù è al centro del cuore e della vita del discepolo, più questo discepolo è ‘trasparente’ alla sua presenza”.
“«Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me...» (v. 37). L’affetto di un padre, la tenerezza di una madre, la dolce amicizia tra fratelli e sorelle, tutto questo, pur essendo molto buono e legittimo, non può essere anteposto a Cristo. Non perché Egli ci voglia senza cuore e privi di riconoscenza, anzi, al contrario, ma perché la condizione del discepolo esige un rapporto prioritario col maestro”. E il “discepolo”, ha aggiunto a braccio, è “sacerdote, religioso, ma anche un laico, una laica”.
“Si potrebbe quasi parafrasare il Libro della Genesi: Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a Gesù Cristo e i due saranno una sola cosa (cfr Gen 2,24)”.
“Chi si lascia attrarre in questo vincolo di amore e di vita con il Signore Gesù - ha continuato - diventa un suo rappresentante, un suo “ambasciatore”, soprattutto con il modo di essere, di vivere. Al punto che Gesù stesso, inviando i discepoli in missione, dice loro: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato» (Mt 10,40). Bisogna che la gente possa percepire che per quel discepolo Gesù è veramente ‘il Signore’, è veramente il centro, il tutto della vita. Non importa se poi, come ogni persona umana, ha i suoi limiti e anche i suoi sbagli – purché abbia l’umiltà di riconoscerli –; l’importante è che non abbia il cuore doppio, ma semplice, unito; che non tenga il piede in due scarpe, ma sia onesto con sé stesso e con gli altri. La doppiezza non è cristiana. Per questo Gesù prega il Padre che i suoi discepoli non diventino preda del mondo”.
E qui la nostra esperienza di sacerdoti ci insegna una cosa molto bella e importante: è proprio questa accoglienza del santo popolo fedele di Dio, è proprio quel «bicchiere d’acqua fresca» (v. 42) dato con fede affettuosa, che ti aiuta ad essere un buon prete! C’è una reciprocità anche nella missione: se tu lasci tutto per Gesù, la gente riconosce in te il Signore; ma nello stesso tempo ti aiuta a convertirti ogni giorno a Lui, a rinnovarti e purificarti dai compromessi e a superare le tentazioni”.
“La Vergine Maria - ha concluso - ha sperimentato in prima persona che cosa significa amare Gesù distaccandosi da sé stessa, dando un nuovo senso ai legami familiari, a partire dalla fede in Lui. Con la sua materna intercessione, ci aiuti ad essere liberi e lieti missionari del Vangelo”.
Subito dopo l’Angelus, Francesco ha chiesto di pregare per il Venezuela dove è in atto una crisi economica e politica a cui il presidente Nicolas Maduro sta rispondendo con la forza verso l’opposizione e la società civile, con uno strascico di morti, soprattutto fra i giovani. Prima di recitare un’Ave Maria assieme ai fedeli nella piazza, il papa ha detto: “Cari fratelli e sorelle, il 5 luglio ricorrerà la festa dell’indipendenza del Venezuela. Assicuro la mia preghiera per questa cara Nazione ed esprimo la mia vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro figli nelle manifestazioni di piazza. Faccio appello affinché si ponga fine alla violenza e si trovi una soluzione pacifica e democratica alla crisi. Nostra Signora di Coromoto interceda per il Venezuela!".










