Raipur (AsiaNews) - Il rinvio a tempo indeterminato dell'ordinazione sacerdotale del diacono gesuita Basil Hadde in Chhattisgarh ha rinnovato le preoccupazioni tra i leader cristiani per le accuse di conversione religiosa e per l'intervento amministrativo nelle attività della Chiesa. L'ordinazione di Hadde nella parrocchia di Dhanwar, nel distretto di Balrampur, è stata rinviata dopo che i funzionari dell'amministrazione locale avrebbero chiesto prove documentali della sua conversione al cristianesimo avvenuta nel 1995.
"Il problema è nato perché hanno informato la stazione di polizia locale dell'ordinazione", ha detto ad AsiaNews l'arcivescovo di Raipur mons. Victor Thakur, presidente del Consiglio dei Vescovi Cattolici del Chhattisgarh (CBCG).
I funzionari avrebbero affermato di aver ricevuto un esposto da parte di due individui, identificati come Patras e Umesh, che cercavano di impedire l'ordinazione. Hanno espresso preoccupazione per il fatto che la cerimonia potesse incoraggiare ulteriori conversioni tra i membri della comunità tribale dei Kodaku.
L'amministrazione avrebbe ingiunto alla parrocchia di annullare o rinviare la cerimonia fino alla presentazione di prove documentali che attestassero la legalità della conversione del diacono. Secondo quanto riportato, i funzionari avrebbero affermato di aver ricevuto un esposto da parte di due individui, identificati come Patras e Umesh, che cercavano di impedire l'ordinazione. Hanno espresso preoccupazione per il fatto che la cerimonia potesse incoraggiare ulteriori conversioni tra i membri della comunità tribale dei Kodaku.
Il diacono ha presentato il suo certificato di battesimo e spiegato che la conversione della sua famiglia risale al 1995, ben prima che entrasse in vigore la legge anti-conversioni del Chhattisgarh. Il rinvio ha deluso la famiglia del diacono e gli abitanti del villaggio, che avevano trascorso mesi a preparare la cerimonia. Secondo fonti ecclesiastiche, residenti cristiani e non cristiani hanno espresso rabbia e inizialmente avevano preso in considerazione l'idea di organizzare una protesta presso la sede del distretto. I gesuiti e il consiglio parrocchiale, tuttavia, li hanno esortati a mantenere la calma e hanno accettato di rinviare solo temporaneamente l'ordinazione.
Il caso si inserisce in un più ampio contesto di inquietudine tra le comunità cristiane del Chhattisgarh, sempre più spesso oggetto di pressioni da parte dei nazionalisti indù. Nel vicino distretto di Dhamtari, fuori dalle chiese sono comparsi avvisi contro le accuse di conversione forzata. Nella chiesa mennonita di Sunderganj, che ha 116 anni di storia, una scritta in hindi recita: "In conformità con le regole di gestione della chiesa, l'ingresso per il culto è riservato ai cristiani. Gli altri che entrano volontariamente lo fanno a proprio rischio e pericolo".
Diamond Philus, segretario generale del Forum Cristiano del Distretto di Dhamtari, ha affermato che gli avvisi erano intesi come precauzione contro possibili azioni ai sensi del Chhattisgarh Freedom of Religion Act del 2026, nel timore di accuse di conversione forzata.
L'arcivescovo Thakur ha dichiarato ad AsiaNews di ritenere che gli avvisi siano una risposta sia alle presunte false accuse da parte di privati cittadini, sia a quella che ha descritto come la mancata imparzialità della polizia locale. Ha spiegato che alcuni individui entrano nelle chiese, a volte su istigazione di altri, e poi accusano i pastori di averli invitati a convertirsi al cristianesimo. Ha anche accusato la polizia locale di agire sulla base di tali accuse contro i cristiani, senza affrontare adeguatamente gli attacchi alle comunità cristiane e i danni alle proprietà delle chiese.
Il Chhattisgarh è uno Stato dell'India centrale con una consistente popolazione tribale, dove le accuse di conversione religiosa hanno ripetutamente generato tensioni.





















