Mumbai (AsiaNews) - I cattolici di Mumbai e delle aree circostanti si sono riuniti domenica 4 ottobre per celebrare l'Agera, il tradizionale ringraziamento per il raccolto della comunità degli East Indian, una comunità di antichi abitanti di questa regione convertitisi al cattolicesimo durante la dominazione portoghese. La giornata ha assunto quest'anno un significato più profondo: la gratitudine per il raccolto si è infatti intrecciata alla preoccupazione degli agricoltori i cui raccolti sono andati perduti a causa della siccità.
L'Agera è tradizionalmente una celebrazione delle primizie del raccolto. Il riso viene benedetto, portato in processione fino alla chiesa e offerto durante la celebrazione eucaristica come segno di ringraziamento a Dio. Ma quest'anno la gioia del raccolto è offuscata dalla grave crisi agricola: il governo del Maharashtra ha dichiarato lo stato di siccità in 265 dei 358 taluka dello Stato, circa il 74% del territorio, dopo che le piogge insufficienti e i prolungati periodi di siccità hanno danneggiato i raccolti durante la stagione kharif del 2026.
La crisi è particolarmente grave nel Marathwada e in parti del Vidarbha e del Maharashtra settentrionale. Soia, cotone e altre colture hanno subito danni, mentre la carenza di acqua e foraggio sta aumentando la pressione sulle famiglie di agricoltori. In alcune aree colpite dalla siccità è già iniziata la migrazione in cerca di lavoro agricolo stagionale e il taglio anticipato della canna da zucchero per nutrire il bestiame piuttosto che aspettare che il raccolto e venderlo per ricavarne un reddito.
L’appello per il lavoro e l'esperienza del MPSM
In questo contesto, l'arcivescovo di Bombay, mons. John Rodrigues, nel suo messaggio per l'Agera non si è limitato a celebrare il raccolto. “Ringraziamo il Signore per gli sforzi degli agricoltori, per il duro lavoro che hanno svolto", ha detto riconoscendo la pazienza, il sacrificio e la perseveranza di coloro che coltivano la terra soprattutto in questo momento difficile. Il presule ha offerto preghiere per gli agricoltori e ha lanciato un appello affinché ricevano sostegno e assistenza dai diversi settori della società.
La preoccupazione per gli agricoltori non è nuova per la Chiesa cattolica nel Maharashtra. Uno degli esempi più significativi è il Maharashtra Prabodhan Seva Mandal (MPSM), un'organizzazione gestita dai gesuiti con sede a Nashik: nacque nei primi anni '60 durante una precedente crisi. Centinaia di piccoli agricoltori stavano abbandonando le loro terre in cerca di sostentamento nelle città. L'intuizione fu semplice: il cibo in cambio di lavoro poteva sfamare un agricoltore per un giorno, ma l'accesso all'acqua poteva permettere a un agricoltore di rimanere sulla propria terra e produrre cibo per anni. E tuttora la missione del Maharashtra Prabodhan Seva Mandal è migliorare la qualità della vita delle piccole e marginali comunità rurali agricole e promuovere l'autosufficienza. Promuove l'agroecologia, l'agricoltura naturale e biologica, la conservazione del suolo e dell'acqua, l'agroforestazione, programmi di sussistenza e la gestione comunitaria delle risorse naturali. Opera in particolare con le comunità agricole emarginate e tribali di Nashik e Palghar e ha programmi di estensione in diversi altri distretti del Maharashtra.
Dal soccorso nella siccità alla resilienza
Questa storia ricorda come anche la crisi attuale non riguarda solamente la carenza di precipitazioni. Tocca la sicurezza alimentare, il bestiame, la migrazione, il debito e la capacità delle famiglie rurali di rimanere sulla propria terra. Per questo per la Chiesa il significato del ringraziamento per il raccolto va oltre la benedizione del cibo portato all'altare. La festa diventa un promemoria del fatto che il cibo sulla tavola è legato al lavoro, all'incertezza e al sacrificio degli agricoltori, e che il ringraziamento non può essere separato dalla solidarietà con quanti hanno poco da festeggiare.
Per la Chiesa, ha suggerito l'Arcivescovo Rodrigues, questo contrasto non dovrebbe portare al senso di colpa ma alla responsabilità. La gratitudine per ciò che è stato ricevuto dovrebbe aprire la strada alla preoccupazione per quanti stanno lottando.
La siccità ha sollevato timori anche per la prossima stagione agricola. Gli agricoltori in alcune parti del Maharashtra affrontano l'incertezza sulla semina del rabi perché le prolungate condizioni di siccità hanno ridotto l'umidità del suolo e impoverito le riserve idriche. La più ampia crisi ha suscitato richieste di maggiore assistenza da parte del governo. Lo Stato ha iniziato a valutare le perdite dei raccolti e ha annunciato misure di soccorso, mentre si prevede che anche il governo centrale valuti la situazione.
L'arcivescovo Rodrigues ha anche collegato la celebrazione del raccolto al futuro dell'agricoltura. Ha espresso la speranza che il progresso tecnologico vada sempre più a beneficio dei coltivatori, piuttosto che lasciare indietro le comunità rurali. Invocando san Francesco d'Assisi, il presule ha collocato la celebrazione all'interno di un più ampio appello al rispetto e alla protezione del mondo naturale.
L'Agera diventa così più di una colorata tradizione culturale. In un anno di siccità, diventa una preghiera per gli agricoltori, un riconoscimento del loro lavoro e un appello alla solidarietà.




















