Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La scure delle “campagne anti-corruzione” promosse da Xi Jinping in Cina per serrare i ranghi all’interno del Partito si abbatte anche su Shenzhen, la metropoli del Gaundong che è il terzo grande polo economico della Cina e il simbolo della corsa di Pechino al primato globale nel campo delle nuove tecnologie. Un annuncio pubblicato oggi sul sito ufficiale della Commissione centrale per l'ispezione disciplinare e della Commissione nazionale di supervisione ha reso noto che l'ex sindaco di Shenzhen Qin Weizhong, 55 anni, è stato sottoposto a “revisione disciplinare e indagine di vigilanza per sospette gravi violazioni della disciplina di partito e delle leggi statali”.
La notizia era nell’aria dopo che lo scorso 24 agosto, in maniera inaspettata, il comitato centrale del Congresso del popolo di Shenzhen aveva nominato al suo posto l’allora vice-sindaco Li Yun, limitandosi a dire laconicamente che Qin era stato destinato a un altro incarico. Una mossa già allora suonata alquanto strana, se si considera che a novembre Shenzhen sarà la città cinese sotto i riflettori per il vertice dell’Apec, l’associazione che riunisce i Paesi dell’area economica dell’Asia-Pacifico.
Qin era considerato un emergente all’interno del Partito: nato nella provincia di Jilin, dopo la laurea e un dottorato in Ingegneria chimica dell'Università Tsinghua ha lavorato a lungo nel settore energetico statale fino a diventare vice direttore generale della China National Petroleum Corporation nel 2017. Nominato due anni dopo vice-governatore della provincia del Guangdong ed elevato al rango di vice-ministro, aveva poi assunto l’incarico di sindaco di Shenzhen nell’aprile 2021. A quel tempo, era il primo sindaco nato negli anni '70 e il più giovane alto funzionario di governo tra le città sub-provinciali della Cina. Va ricordato, inoltre, che anche il suo predecessore nell’incarico di primo cittadino, Chen Rugui, era finito sotto indagine dopo la rimozione, venendo poi condannato all’ergastolo nel 2024.
La notizia dell’inchiesta sul sindaco di Shenzhen arriva proprio nel giorno in cui - in una riunione dell’Ufficio politico del Comitato centrale presieduta da Xi Jinping - il Partito ha sancito ufficialmente l’espulsione di due alti ufficiali militari, mesi dopo l'annuncio che erano sotto indagine per "gravi violazioni della legge". Uno di loro, Zhang Youxia, ricopriva la posizione di vicepresidente anziano della Commissione militare centrale, che lo rendeva il generale di grado più alto della Cina. L’altro funzionario è l’ex generale Liu Zhenli.
Le campagne anticorruzione con improvvise uscite di scena di figure anche di primo piano, ha caratterizzato tutta la presidenza di Xi Jinping; ma il provvedimento nei confronti di Zhang ha colpito molto gli osservatori delle vicende del Partito comunista cinese, per la sua anzianità di grado e la percezione che fosse molto vicino al presidente.
L’Ufficio politico ha inoltre fissato l’appuntamento della quinta sessione plenaria del XX Comitato centrale, che si terrà a Pechino dal 26 al 29 ottobre e avrà al centro l’esame di un documento dedicato proprio “all’autodisciplina integrale e rigorosa” del Partito. Un appuntamento che si profila cruciale per gli equilibri interni in vista del Congresso del prossimo anno.



















