“Giornata nazionale nucleare”, show di propaganda interna ed estera
Mentre la comunità internazionale cerca di tenere aperta la via diplomatica, crescono i proclami altisonanti e minacciosi di Teheran. Forse un bluff, ma sempre preoccupante.
Mentre la comunità internazionale cerca di tenere aperta la via diplomatica, crescono i proclami altisonanti e minacciosi di Teheran. Forse un bluff, ma sempre preoccupante.
Si accusa Benedetto XVI di "islamofobia" e di collusione con Bush e Blair. L'ecumenismo del papa è sentito come un pericolo per l'Islam, ma soprattutto un giudizio sui cattivi rapporti fra sciiti e sunniti in Iraq e in Iran.
Per molti iraniani Benedetto XVI è una personalità di grande prestigio morale, per le sue critiche al legame fra religione e violenza. Ma per i cristiani c'è il rischio di maggiore emarginazione.
Teheran celebra la "vittoria" degli Hezbollah, dopo averli sostenuti con armi supermoderne (forse di provenienza russa). L'Iran vuole guidare il Jihad nel mondo e il Libano è la prima vittima.
Avvocati e organizzazioni umanitarie chiedono di salvare la vita ad Asharf Kalhori, accusata di adulterio econdannata alla lapidazione. Il regime inasprisce le condanne a morte cruenta, per creare maggiori tensioni con l'occidente.
Per gli ayatollah l'Iran è il paese "più potente e più zelante", al centro del dibattito internazionale politico e religioso. Ma nel paese, sempre più isolato, cresce la paura della guerra, mentre l'economia e le libertà soffocano.
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