Dopo Astana, le manovre di Mosca per diventare l’arbitro supremo del conflitto siriano
Trump firma due decreti per “tenere fuori” dagli Usa i “terroristi”. Priorità ai profughi “cristiani”, sospesi gli ingressi “sine die” dei siriani. Per tre mesi porte bloccate a cittadini irakeni, iraniani, somali, libici, sudanesi e yemeniti. Replica il presidente iraniano: “Non è tempo di muri”. Intanto si discute del futuro della Siria. Sui recenti colloqui di Astana proponiamo la riflessione di un esperto. Per gentile concessione della Jamestown Foundation (traduzione dall’inglese di AsiaNews).






