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Raphael Cheenath

  • Vescovo dell’Orissa: Dopo le violenze, occorre riconciliazione ma anche giustizia

    A oltre un anno e mezzo dal pogrom anticristiano nell’Orissa e nel distretto di Kandhamal, la maggior parte dei 54 mila cristiani fuggiti non torna perché minacciati a convertirsi all’induismo. Su migliaia di denunce, si sono fatti solo pochi processi. Molti assassini, fra cui i politici della zona, rimangono a piede libero. La denuncia di mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneshwar.

  • L’Orissa ricorda p. Bernard Digal ad un anno dalla sua morte

    L’arcivescovo di Cuttack- Bhubaneshwar ricorda il sacerdote morto per le gravi ferite subite durante l’attacco dei fondamentalisti indù. P. Bernard è morto “per sostenere la fede dei cristiani oggi e nutrire i semi della fede delle generazioni future”. Ma “per l’indifesa comunità cristiana il pericolo è sempre dietro l’angolo”.

  • Vescovo dell'Orissa: A un anno dai pogrom anti-cristiani, la nostra forza è la croce di Cristo

    Il 23 agosto ricorre il primo anniversario delle sterminate violenze contro i cristiani dell'Orissa e in particolare del Kandhamal. Tutto è iniziato con la sete di vendetta dei nazionalisti indù, alla morte del loro capo spirituale Swami Laxamananda Saraswati, ucciso da gruppi maoisti. Mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneshwar, ripercorre per AsiaNews l’anno trascorso. “Vogliono cancellare ogni traccia del cristianesimo dall’Orissa, ma la nostra missione continua”. Nell’angoscia “mi ha dato conforto la fede e la determinazione della gente a rimanere cristiana”.

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