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Saad Hanna Sirop*

  • In Iraq i cristiani vogliono ricostruire il Paese a fianco dei “fratelli musulmani”

    P. Saad Hanna Sirop, uno dei primi sacerdoti caldei rapiti a Baghdad ed ex responsabile del Babel College, torna a ribadire che la persecuzione in atto in Iraq non è un’esclusiva dei cristiani e colpisce anche sciiti e sunniti. L’intervento del sacerdote segue l’unanime bocciatura della Chiesa caldea al progetto della Piana di Niniveh. La necessità di evitare discorsi settari ed esclusivisti, e piuttosto studiare un’“azione universale per il bene del Paese, che è patrimonio di tutta l’umanità”.

  • Sacerdote caldeo rapito: No al progetto etnico della Piana di Ninive

    L’opposizione a un ghetto “assiro” per salvare i cristiani perseguitati dell’Iraq trova oggi un rappresentante qualificato: il p. Saad Hanna Sirop, uno dei primi sacerdoti caldei rapiti a Baghdad, per il quale era intervenuto anche Benedetto XVI. Anche per lui, che pure ha subito la violenza della persecuzione, l’idea di un enclave etnico-religiosa è profondamente contraria alla storia dell’Iraq e alle esigenze dell’evangelizzazione. P. Saad afferma addirittura che il progetto non mira tanto a proteggere cristiani siriaci e caldei, ma a garantire ambiziosi “interessi personali ed economici”.

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