Articoli dell'autore:

Silvia Torriti

  • Controlli sul cibo e propaganda: i compiti 'extra' degli insegnanti cinesi

    A Wuhan ha scatenato una protesta l'invito a recarsi all'alba a ispezionare le verdure per le mense scolastiche. Ma tra gli incarichi non didattici assegnati ai docenti c'è anche mettere like ai post degli account pubblici sui social network. Intanto sempre più istituti ricorrono al mercato dei cibi precotti, indicato dal Partito come uno dei settori chiave da promuovere nell'economia.

  • Huang Heini e la via dell'arte per dare voce ai disabili cinesi

    Ha fatto tappa anche a Firenze la Biennale della Fondazione "Starry Starry Night" che in Cina valorizza le creazioni artistiche di chi è portatore di un handicap sensibilizzando l'opinione pubblica sulle potenzialità di ciascuno. Un progetto che accompagna gli impotanti passi avanti compiuta negli ultimi anni nella Repubblica popolare sul tema dell'inclusione scolastica.

  • Pechino riforma le università puntando tutto su scienze e tecnologia

    L’obiettivo è di servire le strategie nazionali e formare talenti per il mercato del lavoro. Calano i corsi umanistici e si rafforzano le materie STEM. Il caso dell'Università del Sichuan: negli ultimi sette anni ha abolito 39 corsi di laurea triennale. Ma in rete si moltiplicano i dubbi e le critiche al valore della riforma, definita un “adeguamento superficiale”.

  • Un sito accademico dissacrante contro la corsa alla ricerca di Pechino

    Online da un mese "S.H.I.T Journal" - giocando sul doppio senso dell’acronimo delle parole Science, Humanity, Information, Technology - sta facendo milioni di visualizzazioni, pubblicando studi su temi grotteschi presentati apparenemente con rigore. Una "protesta sottile" contro la pressione del Partito a pubblicare sempre più studi per certificare l'eccellenza delle università cinesi.

  • Laoshi renlei: il ritorno del 'vecchio stile' tra i giovani in Cina

    Dopo gli "sdraiati" e i cosplayers tra i ragazzi di Pechino si sta diffondendo una tendenza a riscoprire i comportamenti "all'antica" e più "lenti", come reazione alla spinta a rincorrere i prodotti di moda e le ultime innovazioni tecnologiche. Un comportamento controcorrente dietro il quale i sociologi leggono un desiderio di interiorità.

  • Soldi per 'rimediare' agli esami non passati: università privata sotto acccusa a Xi'an

    Un articolato sistema di corruzione camuffato con viaggi di istruzione e corsi di recupero mai effettuati è venuto alla luce dopo le denunce delle famiglie di alcuni studenti del Technology and Business College. Di fronte all'eco suscitata in tutta la Cina dal caso, le autorità locali scaricano le responsabilità. Sono circa 800 le università private oggi attive nel Paese con livelli di popolarità ormai pari a quelle pubbliche.

  • La 'lunga marcia' dei beni culturali in Cina

    In appena 40 anni dall'adesione all'Unesco la Repubblica popolare è già al primo posto per numero di "patrimoni culturali immateriali" e ha ben 60 siti riconosciuti. In tutto il Paese ogni anno aprono centinaia di nuovi musei e non solo 2024 sono stati assunti 179mila nuovi operatori. La "fiducia nella cultura" cinese è un asse del soft power di Xi Jinping. E con l'uscita degli Stati Uniti dall'Unesco la sua influenza sulle politiche culturali globali è destinata a crescere ancora.

  • Le metropoli cinesi sono le nuove capitali del Cosplay

    Da hobby di nicchia introdotto dal Giappone, la moda di vestirsi come personaggi dei fumetti o figure storiche dell'anitichità continua a crescere tra i giovani in Cina alimentando un mercato che vale oggi oltre 12 miliardi di dollari. Con la variante locale dello "Hanfu" che diffonde tra la Generazione Z l'identità nazionale cinese.

  • Il 'turismo industriale' dei giovani cinesi

    Dagli stabilimenti automobilistici ai laboratori tessili, i tour nelle aziende stanno registrando il tutto esaurito nella Repubblica popolare. Itinerari con vere proprie "attrazioni" pensate ad hoc per mostrare le industrie non sono solo come luoghi di lavoro, ma soprattutto come simboli dei traguardi raggiunti come nazione.

  • Pechino dichiara guerra al fumo

    La Cina è il primo produttore e consumatore di tabacco, con 300 milioni di fumatori e oltre un milione di morti l’anno. Decine di divisioni provinciali hanno già stretto le norme e il piano “Healthy China 2030” punta a ridurre al 20% i fumatori adulti. Shanghai da mesi sta sperimentano i divieti anche all’aperto in aree sensibili. Intanto cresce l’attivismo civico e anche gli studenti spingono per campus liberi da fumatori.

  • Indumenti anti-abbronzatura: il nuovo boom della moda cinese

    Complice il cambiamento climatico la corsa al canone di bellezza locale che vuole la pelle diafana sta assumendo in Cina anche forme nuove come la sempre maggiore diffusione di capi di abbigliamento e accessori che consentono in spiaggia ma anche in città una copertura totale del corpo (faccia compresa) senza ricorrere a creme solari.

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