La competizione sui collegamenti dal Golfo Persico al Mar Caspio

Il premier iracheno Ali al-Zaidi vorrebbe reti energetiche regionali e infrastrutture di trasporto che rendano il suo Paese un hub di transito tra il Golfo Persico, la Turchia e i mercati europei. E il progetto della “Strada dello vviluppo”, che mira a collegare il porto di Al Faw al confine turco è una nuova opportunità anche per l'Azerbaigian.

di Vladimir Rozanskij

Baku (AsiaNews) - Dal Golfo Persico al Mar Caspio si va paventando una nuova lotta per le rotte commerciali: la proposta del primo ministro dell’Iraq di unificare le reti energetiche, di trasporto e di comunicazione degli stati della regione ha implicazioni che vanno ben oltre il Medio Oriente. Baghdad vorrebbe trasformare la sua vantaggiosa posizione geografica in una fonte di influenza economica e politica, mentre per l'Azerbaigian rappresenta un ulteriore motivo per valutare le prospettive di cooperazione con l'Iraq nel contesto della mutevole architettura dei corridoi di trasporto eurasiatici. La questione chiave è se le nuove iniziative infrastrutturali saranno in grado di collegare il Golfo Persico con la regione del Mar Caspio e il Caucaso meridionale, o se la competizione per i flussi di merci diventerà un ostacolo a una cooperazione più ampia.

Il premier iracheno Ali al-Zaidi sollecita lo sviluppo di reti energetiche regionali, infrastrutture di trasporto, pagamenti digitali e piattaforme commerciali, sottolineando la necessità di garantire il libero scambio e la circolazione ininterrotta lungo le rotte internazionali. L’iniziativa è motivata dalla volontà di ridurre i costi economici, aumentare la stabilità degli approvvigionamenti e rafforzare i collegamenti tra gli Stati. L'attuazione di tali piani, tuttavia, non dipende solo dalla disponibilità di risorse finanziarie e infrastrutture, ma anche dalla volontà delle parti di allineare i propri interessi nazionali.
La questione è particolarmente urgente per l'Iraq: Il Paese mira ad ampliare le proprie opportunità economiche al di là del settore petrolifero, a rafforzare i legami con i Paesi vicini e a trasformare il proprio territorio in un hub di transito tra il Golfo Persico, la Turchia e i mercati europei. Un elemento chiave di questa strategia è il progetto della “Strada dello Sviluppo”, che mira a collegare il porto di Al Faw al confine turco tramite infrastrutture ferroviarie e stradali. Se pienamente realizzato, il progetto potrebbe trasformare le capacità logistiche dell'Iraq e rafforzare il suo ruolo nel commercio regionale.

Lo sviluppo di questa rotta incide sugli interessi di altri Stati già coinvolti nello sviluppo di collegamenti di trasporto tra Asia ed Europa: la Turchia cerca di rafforzare la sua posizione di hub di transito, gli Stati del Golfo Persico stanno investendo in porti e logistica e l'Iran è interessato a mantenere l'accesso ai mercati regionali. Di conseguenza, i progetti infrastrutturali diventano non solo strumenti economici, ma anche un mezzo per ridistribuire l'influenza, ed è in questo contesto che l'importanza dell'Azerbaigian diventa particolarmente rilevante. Il Paese possiede già un'infrastruttura di trasporto sviluppata, il porto sul Mar Caspio di Baku, collegamenti ferroviari con la Georgia e la Turchia e un'esperienza in progetti energetici internazionali. Importanti rotte che collegano la regione del Mar Caspio con il Mar Nero e i mercati europei attraversano il Caucaso meridionale, e lo sviluppo del Corridoio di mezzo rafforza ulteriormente la posizione dell'Azerbaigian come attore chiave di transito nel commercio eurasiatico.

L'espansione della capacità di trasporto dell'Iraq, pertanto, dovrebbe essere vista non solo come l'emergere di un potenziale concorrente, ma anche come un'opportunità per l'Azerbaigian di rafforzare i legami economici con il Medio Oriente. Se venissero coordinate nuove rotte, le infrastrutture irachene potrebbero ampliare l'accesso delle merci ai mercati del Golfo Persico, mentre l'Azerbaigian potrebbe offrire ulteriori opzioni di trasporto attraverso il Mar Caspio e il Caucaso meridionale. Questo modello consentirebbe di collegare diverse rotte di trasporto in una rete più ampia, senza limitare gli scambi commerciali a un'unica via.

È importante tuttavia comprendere che tale collegamento rimane per ora una prospettiva, non il risultato di accordi esistenti. L'iniziativa irachena non garantisce, di per sé, l'inclusione dell'Azerbaigian nel progetto della “Strada dello Sviluppo” o la creazione di un corridoio di trasporto diretto tra i due Paesi. Occorrerebbero accordi specifici, calcoli economici, procedure concordate e garanzie di sicurezza dei trasporti, e le relazioni bilaterali forniscono già la base per discutere tali possibilità.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente
Destinazione Seoul

Vedi anche

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000