PAKISTAN
Il Pakistan ha imposto ieri lo stato di emergenza nella provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, in seguito alle proteste antigovernative dei sostenitori dell’ex primo ministro Imran Khan, detenuto, e all’aumento degli attacchi terroristici nella regione. Dopo l’annuncio delle misure, il deputato Junaid Akbar, del partito Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI), ha dichiarato che il governatore provinciale Sohail Afridi e il presidente locale del partito sarebbero stati arrestati. Il ministro della Giustizia ha confermato lo scioglimento del governo provinciale, attribuendo all’amministrazione uscente l’aumento delle attività dei gruppi estremisti.
ARABIA SAUDITA-YEMEN
È pesante anche tra pellegrini e lavoratori provenienti dall’Asia Meridionale il bilancio degli attacchi degli Houthi sull’aeroporto di Riyadh in Arabia Saudita. In un nuovo raid missilistico avvenuto ieri ha perso la vita un cittadino pachistano. Un ingegnere indiano di Hyderabad, invece, e un docente del Bangladesh figura tra le 13 vittime dell’attacco di sabato 10 ottobre: si trovava nello scalo insieme alla sua famiglia. Sono ben 11 i cittadini indiani rimasti feriti in quell’esplosione. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto nelle prime ore di questa mattina un altro missile balistico diretto verso la città di Khamis Mushait. Da parte loro gli Houthi denunciano attacchi contro l’aeroporto di Sanaa.
NEPAL
Nuove improvvise inondazioni hanno colpito ieri il Nepal, travolgendo abitazioni e causando la scomparsa di almeno cinque persone. Nel distretto di Gorkha, una frana avrebbe ostruito un fiume, provocandone successivamente lo straripamento. Una quarantina di case sono state distrutte, mentre tre impianti idroelettrici e quattro ponti hanno riportato danni. Almeno 82 persone, tra cui nove stranieri, sono state tratte in salvo grazie all’allerta diramata. La nuova emergenza colpisce il Paese mentre è ancora impegnato a riprendersi dalle devastanti alluvioni del 26 agosto, che hanno causato oltre 1.400 morti e più di 5.000 dispersi.
COREA DEL NORD-COREA DEL SUD
La Corea del Nord ha lanciato oggi diversi missili balistici verso il Mar Orientale, secondo quanto riferito dalle forze armate sudcoreane. Il lancio, avvenuto intorno alle 9,20 nell’area di Pyongyang, sarebbe una dimostrazione di forza in risposta a un test sudcoreano di un veicolo planante ipersonico condotto l’8 ottobre. Almeno uno dei missili nordcoreani avrebbe percorso oltre 900 chilometri. Il test di Seoul seguiva l’esplosione di una mina nella zona demilitarizzata il 21 settembre.
INDIA
Dopo la giornata ad alta tensione di sabato, con oltre 7mila fermi operati dalla polizia di Delhi contro le manifestazioni per il cosiddetto “furto dei voti” attraverso la revisione delle liste elettorali, la protesta contro il presidente della Commissione elettorale Gyanesh Kumar si sposta oggi alla Corte suprema indiana. I partiti di opposizione, guidati da Rahul Gandhi, hanno annunciato una marcia pacifica verso la sede della Corte per contestare le presunte irregolarità elettorali. Parallelamente, esponenti del Cockroach Janta Party (CJP) - il movimento giovanile degli “scarafaggi” - si sono recati alla stazione di polizia di Parliament Street per chiedere una data per una protesta pacifica autorizzata al Jantar Mantar.
CINA
Un tribunale cinese ha condannato Zhou Xianwang, ex sindaco di Wuhan, a 14 anni di carcere per corruzione, imponendogli anche una multa di 5 milioni di yuan. Secondo i giudici, tra il 2003 e maggio 2025 l’ex amministratore avrebbe sfruttato le proprie cariche pubbliche per favorire aziende e privati nell’assegnazione di appalti, nelle attività commerciali e nell’ottenimento di autorizzazioni amministrative. Zhou, sindaco durante l’inizio della pandemia di Covid-19 a Wuhan, era finito sotto indagine nel luglio scorso. La vicenda si inserisce nella campagna anticorruzione promossa da Xi Jinping, sostenuta da alcuni come strumento di trasparenza e criticata da altri come mezzo per eliminare rivali politici.
RUSSIA
A Irkutsk e nella regione circostante, le misure anti-epidemiche avviate in seguito alla morte di una dipendente dell'Istituto per la lotta alla peste sono state completate. Lo ha annunciato Igor Kobzev, governatore regionale, e le quarantene imposte nelle strutture sanitarie sono state revocate. Kobzev ha inoltre affermato che gli operatori sanitari hanno completato il monitoraggio delle persone che erano state a contatto con la defunta, e nessuna di queste si è ammalata. Non sono stati registrati nuovi casi di malattie infettive in città o nella regione.


















