TURCHIA
La polizia ha fatto irruzione nella sede di Halk TV, una delle principali emittenti televisive turche vicine all’opposizione, dopo la decisione delle autorità di assumerne il controllo e nominare un amministratore fiduciario. Le trasmissioni sono state sospese e 11 persone sono state fermate durante perquisizioni domiciliari. L’operazione rientra in un’indagine sul proprietario dell’emittente, Cafer Mahiroğlu, sospettato di corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio di denaro. Mahiroğlu si troverebbe all’estero. Con Halk TV salgono a dieci le reti televisive poste sotto il controllo del Fondo di assicurazione dei depositi e risparmio (TMSF) dal marzo 2025.
NEPAL
Il governo nepalese ha proposto uno stanziamento superiore a 559,7 miliardi di rupie nepalesi (circa 3,28 miliardi di euro) per la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate da inondazioni, frane e altre calamità legate ai monsoni. Il piano comprende 504 progetti, sottoposti al Ministero delle Finanze per l’approvazione. La quota maggiore dei fondi è destinata alla rete stradale, con oltre 374 miliardi di rupie richiesti per interventi al di fuori del corridoio Bhotekoshi-Trishuli e altri 48,26 miliardi per le aree colpite lungo lo stesso corridoio. Previsti inoltre interventi su ponti, acquedotti, irrigazione, sanità, scuole, agricoltura e sistemi di comunicazione d’emergenza. L’attuazione resta subordinata all’approvazione ministeriale.
INDIA
L’Ufficio per la registrazione degli stranieri di Mumbai (FRRO) ha notificato all’attore Imran Khan, cittadino statunitense in possesso della carta OCI, il documento degli indiani residenti all’estero, l’obbligo di lasciare l’India entro il 28 ottobre. Il provvedimento è stato emesso dopo una denuncia di Kirit Somaiya, un dirigente del BJP – il artito nazionalista indù - che ha contestato la partecipazione dell’attore alle manifestazioni contro il capo della Commissione elettorale, Gyanesh Kumar. Khan, nipote della star di Bollywood Aamir Khan, era stato fermato dalla polizia durante la protesta. L’attore ha dichiarato di aver partecipato come cittadino, per difendere la libertà di movimento e di espressione.
CINA-MONGOLIA
Un vasto incendio divampato in questi giorni nella provincia mongola del Dornod, al confine con Russia e Cina, sta riaccendendo le preoccupazioni di Pechino per le emergenze ambientali transfrontaliere. Alimentate dai forti venti autunnali e dalla siccità, le fiamme si sono propagate rapidamente verso la regione cinese della Mongolia Interna, con migliaia di vigili del fuoco mobilitati. L’episodio evidenzia un rischio ricorrente: dall’inizio dell’anno gli incendi hanno già devastato oltre 1 milione di ettari di territorio in Mongolia.
HONG KONG
A Hong Kong, una coalizione di gruppi cristiani ha firmato una petizione contro la campagna «Il mese di Halloween», promossa dall’ente turistico cittadino per tutto ottobre. I firmatari chiedono al governo di interrompere l’iniziativa, sostenendo che Halloween sia una festa occidentale legata al culto della morte, agli spiriti maligni e al mondo oscuro. Contestano inoltre l’impiego di risorse pubbliche per celebrare una festività ritenuta dannosa per il benessere delle nuove generazioni.
ARMENIA
Il premier dell’Armenia, Nikol Pašinyan, ha inaugurato la miniera d'oro di Amulsar, un progetto rimasto in sospeso dal 2016, nonostante le continue proteste ambientaliste che avevano bloccato l’accesso al sito nel 2018. Pašinyan ha definito l'apertura della controversa miniera, avvenuta senza proteste, una “storia di successo”. La miniera si trova nella provincia armena di Vayots Dzor, vicino alla località turistica di Ermuk, ed è gestita da Lydian Armenia, una filiale di Lydian International, registrata nella giurisdizione offshore britannica di Jersey.
RUSSIA-EMIRATI ARABI UNITI
Nel terzo trimestre di quest'anno gli Emirati Arabi Uniti sono stati il Paese più gettonato dai cittadini russi per l'acquisto di immobili all'estero, con il 37% delle richieste. Anche Georgia e Turchia figurano tra i primi cinque Paesi per gli acquisti immobiliari. Tra i Paesi più richiesti dai russi per l'acquisto di immobili all'estero figurano anche la Georgia, al terzo posto dopo la Thailandia, e la Turchia, al quarto; Mauritius e Oman si sono classificate al quinto posto a pari merito, con una quota combinata del 9%, rappresentando ciascuna il 4,5% della domanda totale di immobili all'estero da parte dei russi.

















