Da Kuching a Lahore, il messaggio su pace e creato di Francesco

Per gli 800 anni del transito, in Malaysia due tartarughe africane diventano ospiti inattese della benedizione degli animali. Il messaggio francescano continua a ispirare le comunità in Asia, dal Borneo al Pakistan, dove si rinnova l'impegno per il dialogo interreligioso.

di Joseph Masilamany e Shafique Khokhar

Kuching (AsiaNews) - Due tartarughe africane della specie Sulcata sono diventate inaspettatamente le protagoniste di una benedizione di animali in una parrocchia cattolica nel Borneo malese, attirando parrocchiani curiosi che erano accorsi con cani, gatti, conigli, uccelli, pesci e altri animali domestici. Le tartarughe, chiamate Heng Heng e Chaisen, sono state portate alla chiesa di Sant’Anna a Kuching, il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. Acquistate in un negozio di animali locale quando erano appena nate, Heng, il maschio, ha ora sette anni, mentre Chaisen, la femmina, ne ha sei.

La benedizione annuale degli animali è diventata una tradizione parrocchiale molto popolare a Sant’Anna, dove i frati francescani prestano servizio alla comunità cattolica. L’incontro di quest’anno ha riunito persone e animali in una semplice celebrazione che rifletteva la tradizione francescana di lode in comunione con il creato. I parrocchiani hanno portato i propri animali nel cortile della chiesa, dove sono stati benedetti dai frati francescani.

Le sorelle Hermione e Anne Patrick, padrone delle tartarughe, le hanno portate all’interno del luogo del raduno. I rettili, originari del continente africano e ben lontani dalla fauna selvatica del Borneo, sono diventati un’attrazione, coi parrocchiani che si radunavano per osservarli da vicino. P. Ramerez ha benedetto questi animali insoliti insieme agli altri animali domestici.

L’eredità francescana in Malaysia

Questa insolita presenza è diventata un'occasione per riflettere su San Francesco d’Assisi, nato Giovanni di Pietro di Bernardone alla fine del XII secolo, che abbandonò una vita ricca e privilegiata per abbracciare povertà, semplicità e servizio. Fondò l’Ordine dei Frati Minori e divenne celebre per il suo profondo amore per il Creato. Francesco vedeva il mondo naturale non solo come qualcosa da utilizzare, ma come parte della creazione di Dio, definendo il sole, la luna, l’acqua e la terra “fratelli” e “sorelle” nel suo famoso Cantico delle Creature.

Il suo rapporto con gli animali è uno degli aspetti più noti della sua eredità. Le storie legate alla sua vita lo descrivono mentre predica agli uccelli e addomestica un lupo. Per questo i cristiani hanno associato la festa di San Francesco, celebrata il 4 ottobre, alla benedizione degli animali. Un gesto che oggi - anche alla luce dell'enciclica Laudato Sì, scritta da papa Francesco sulla "custodia della casa comune" proprio ispirandosi al santo di Assisi - diventa anche un modo per stimolare una riflessione più ampia su cosa significhi edificare la pace e prendersi cura del creato — comprese foreste, fiumi, fauna selvatica e habitat da cui dipendono sia gli animali sia le comunità umane. Questo messaggio riveste particolare rilevanza nel Sarawak, una delle regioni più ricche dal punto di vista biologico al mondo, dove vaste foreste e sistemi fluviali sostengono una straordinaria diversità di piante e animali. 

La storia dei francescani in Malaysia inziò oltre cinque secoli fa. I frati francescani e domenicani giunsero a Malacca con la flotta portoghese nel 1511, portando nella penisola malese le tradizioni religiose legate a san Francesco. La presenza francescana si estese in seguito al Borneo. Nel 1885, i Missionari Francescani di San Giuseppe giunsero a Kuching, nel Sarawak, contribuendo allo sviluppo dell’istruzione cattolica e dell’opera pastorale nella regione.

Nel corso del XX secolo, i frati cappuccini e quelli dell’Ordine dei Frati Minori ampliarono la loro presenza sia nella Malaysia peninsulare, che nella Malaysia orientale, impegnandosi nella pastorale parrocchiale, nell’istruzione e in altre attività pastorali. Oggi, i frati e le suore francescani continuano a servire le comunità cattoliche in diverse parti della Malaysia, tra cui Sabah e Sarawak.

La famiglia francescana in Pakistan

A otto secoli dalla morte di san Francesco d’Assisi, anche la famiglia francescana in Pakistan sta approfittando dell’anniversario del suo transito per rinnovare il proprio impegno a favore della pace, del servizio ai poveri e del dialogo con le persone di altre fedi. L’anniversario viene celebrato dalle comunità francescane di tutto il Pakistan con messe, momenti di preghiera, programmi culturali e incontri. Le celebrazioni ricordano il contributo della famiglia francescana e sottolineano l’attualità del messaggio del fondatore in una società caratterizzata dal pluralismo religioso.

A Lahore l'arcivescovo mons. Khalid Rehmat, frate cappuccino, già lo scorso 28 agosto ha presieduto una celebrazione presso la chiesa di San Giuseppe unendosi ai frati, alle suore e ai fedeli per un evento sul tema “San Francesco d’Assisi: uomo di pace – fratello di tutti”. In quell'occasione ha esortato i cattolici ad andare oltre la semplice commemorazione di San Francesco e a mettere in pratica la sua spiritualità attraverso fraternità, servizio e relazioni pacifiche. Inoltre, ha ricordato la devozione verso il santo tra i cattolici pakistani. 

La presenza francescana nell'Asia meridionale ha una lunga storia i cui inizi risalgono al XIII secolo, pochi anni dopo la morte del santo. In quello che oggi è il Pakistan, la famiglia francescana ha gradualmente stabilito una presenza attraverso parrocchie, scuole, comunità religiose e istituzioni sociali. Il loro lavoro si è sviluppato insieme alla crescita della Chiesa cattolica locale e ha incluso sempre più istruzione, assistenza sanitaria e aiuto alle comunità povere ed emarginate. Oggi, la famiglia francescana in Pakistan comprende Frati Minori, Cappuccini, suore francescane, membri dell'Ordine Francescano Secolare e giovani francescani. Gran parte del loro lavoro questo lavoro è diretto verso le comunità che vivono ai margini. Le istituzioni francescane hanno fornito servizi di istruzione e salute a persone indipendentemente dal loro background religioso, riflettendo l'enfasi di lunga data dell'ordine sul servizio ai poveri.

In Pakistan, particolarmente significativo per l'identità francescana è il ricodo dell'incontro tra Francesco e il Sultano al-Malik al-Kamil in Egitto durante la Quinta Crociata. La sua volontà di incontrarlo è diventata un importante punto di riferimento per i francescani che oggi lavorano per la comprensione cristiano-musulmana. I religiosi francescani hanno partecipato a iniziative che promuovono il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica, cercando opportunità per cristiani e musulmani di lavorare insieme su questioni sociali e comunitarie. Questo approccio non elimina le difficoltà affrontate dalle minoranze religiose in Pakistan, ma fornisce una base pratica per mantenere le relazioni e incoraggiare il rispetto reciproco.

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