Bangkok (AsiaNews) - “Portiamo l'Arca di Noè nel bacino del fiume Mekong”. È l’immagine intorno a cui, su iniziativa della FABC (la Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia), il 7 e 8 ottobre si sono confrontati presso il Centro pastorale Camilliano di Bangkok 17 delegati provenienti dalle Chiese cattoliche di India, Myanmar, Thailandia, Cambogia, Filippine, Bangladesh e Vietnam, Paesi che gravitano intorno al del fiume Mekong e ad altri grandi corsi d’acqua del continente. Scopo dell’iniziativa era quello di promuovere una conversazione nello spirito, per cercare orientamenti di azione comune volti a proteggere l'ambiente di vita, le comunità residenti e gli ecosistemi della regione. A rendere particolarmente significativo questo momento è stato il fatto che si è svolto proprio mentre la capitale thailandese si trovava ancora a fare i conti con i danni provocati dall’esondazione del fiume Chao Phraya dello scorso 26 settembre.
L’incontro si è aperto con un Messa presieduta da mons. Gerry Alminaza, direttore di Caritas Filippine. La prima giornata è stata dedicata all’ascolto degli interventi di alcuni esperti: Wora Sukraroek, dell'Agenzia internazionale per i diritti della terra, ha parlato delle crisi in corso nel delta del fiume Mekong. Chuy Voucheng, ha parlato di alcune iniziative di empowerment nelle comunità interessate da attività minerarie nelle province di Ratanakiri, Stung Treng e Kratie in Cambogia. Seng Samban ha proposto infine una riflessione sulle perdite economiche e gli altri danni causati nella regione dal cambiamento climatico. Dopo queste tre relazioni si è aperto il confronto tra i partecipanti, che nella seconda giornata – dopo la Messa presideuta da mons. Allwyn D'Silva, presidente dell'Ufficio per lo Sviluppo umano integrale della FABC - è ruotato intorno a tre domande: che cosa sta accadendo e cosa ci sta toccando? Quale questione ci interpella sotto la guida dello Spirito Santo? Come può la Chiesa rispondere ai bisogni che si presentano?
Dalla riflessione comune – racconta sul sito dall’arcidiocesi di Saigon il domenicano p. Vinhsơn Thành Tín, responsabile diocesano per la pastorale dell’ambiente, che ha partecipato all’incontro – sono emersi cinque orientamenti prioritari.
Innanzi tutto, costruire un fondamento spirituale per una visione ecologica, che riconosca l'essere umano al centro ma nello stesso tempo colga l’importanza della cura del creato, promuovendo l'educazione alla conversione ecologica, legandola anche alla vita liturgica.
Secondo, ascoltare e comprendere a fondo la realtà locale, prestando attenzione alle caratteristiche di ogni Paese, di ogni comunità colpita dai cambiamenti nel bacino del Mekong, nonché alle preoccupazioni specifiche dei vescovi. La conferenza ha proposto di rafforzare la collaborazione tra la Chiesa e le università, gli istituti di ricerca e i gruppi che operano in relazione al fiume Mekong.
Terzo, promuovere il ruolo di leadership, la solidarietà e la responsabilità sociale della Chiesa. In questo senso i partecipanti hanno sollevato anche la questione dell'etica nell'uso delle risorse finanziarie e del disinvestimento da organizzazioni e aziende che danneggiano l'integrità del creato.
Quarto, rafforzare la cooperazione con le comunità e l'advocacy politica. La Chiesa - è stato detto - deve contribuire a chiarire le forme di sfruttamento che feriscono le comunità, accrescere la consapevolezza delle persone colpite, e al contempo sostenere pastoralmente e creare le condizioni affinché la loro voce sia ascoltata, anche attraverso il dialogo interreligioso.
Quinto, promuovere cambiamenti a livello sistemico e istituzionale. I partecipanti hanno proposto di riunire le organizzazioni interessate, tra cui agenzie internazionali e organizzazioni che operano nel bacino del Mekong, al fine di promuovere politiche di protezione del fiume e di giungere a riconoscere il Mekong come un patrimonio da preservare.
Al termine dei due giorni di lavoro, i partecipanti hanno concordato di continuare il processo di discernimento e di elaborazione di un piano d'azione in un nuovo incontro che si terrà il 10 novembre a Mumbai, in India.
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