Hanoi (AsiaNews) - Integrare entro il 2030 la medicina tradizionale vietnamita nel panorama sanitario internazionale, rendendola più “moderna, completa e basata su evidenze scientifiche” e creare una economia di alto valore aggiunto capace di sostenere - e trainare - il turismo sanitario nel Paese. È l’ambizioso progetto lanciato dal governo di Hanoi, che intende in questo modo rafforzare il “soft power” della nazione e collocandola fra i vertici globali nel settore, dando vita a un vero e proprio “marchio mondiale”. Secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale Vietnam News Agency (Vna), il vice-premier Pham Thi Thanh Tra ha firmato ieri il decreto n. 1976/QD-TTg, approvando la strategia nazionale per lo sviluppo della medicina tradizionale (ad Ho Chi Minh City è stato allestito un museo ad hoc), con una prospettiva di estensione al 2045.
La strategia mira a creare un sistema coordinato che comprenda visite e trattamenti medici, formazione, ricerca scientifica, tecnologia, materie prime medicinali e la relativa industria. Intende inoltre sviluppare un’economia collegata alla medicina tradizionale ad alto valore aggiunto, che possa sostenere e ampliare il turismo sanitario, rafforzare il “soft power” nazionale e garantire una leadership nel mercato globale della medicina tradizionale. Entro il 2030, tutte le province e le città dovranno disporre di ospedali dedicati e almeno il 70% di tali strutture dovrà contare su una capacità di 300 o più posti letto. Tutti gli istituti geriatrici dovranno includere reparti di medicina tradizionale, mentre i reparti di geriatria degli ospedali generali a livello provinciale dovranno integrare la medicina tradizionale nell’assistenza e nella riabilitazione degli anziani.
La medicina tradizionale vietnamita - nota anche con il nome di “erboristeria del sud” - si basa sulle conoscenze delle popolazioni autoctone e si contrappone a quella tradizionale cinese, o “del Nord”. La pratica mutua concetti orientali fondamentali come l'equilibrio, lo yin e lo yang e il flusso energetico, ponendo però l’attenzione di risorse locali e regionali e utilizzando ingredienti comuni fra i quali: piante autoctone (fresche o essiccate), erbe aromatiche e verdure di uso comune (come citronella, artemisia, menta, foglie di betel), fiori e, seppur di rado, prodotti di origine animale. Fra i principali preparati troviamo decotti e rimedi da assumere per via orale, unguenti per uso topico, cataplasmi e terapie tradizionali a vapore. Viene utilizzata solitamente per curare disturbi comuni come febbre e tosse, ma nei testi storici emerge l’uso anche per il vaiolo.
Definendo obiettivi specifici per i servizi offerti, la strategia del governo prevede che i trattamenti basati sull'integrazione tra tradizionale e moderna rappresentino almeno il 10% nelle strutture specialistiche, il 20% in quelle di livello base e il 30% in quelle di assistenza primaria. Tutte le stazioni sanitarie a livello comunale dovranno essere in grado di erogare servizi di medicina tradizionale. Inoltre, la spesa sanitaria per visite e trattamenti dovrebbe (almeno) raddoppiare rispetto ai livelli previsti per il 2025.
Hanoi mira a garantire l'autosufficienza per almeno il 20% della domanda interna di materie prime medicinali, con una crescita annua di almeno il 10% del valore della produzione nei settori delle materie prime medicinali, dei medicinali tradizionali e dei prodotti a base di erbe. Oltre al mercato interno, l’obiettivo del governo è di raggiungere un incremento medio annuo di almeno il 10% delle esportazioni globali di tali prodotti.
La strategia prevede un aumento annuo di almeno il 15% dei progetti di ricerca scientifica, tecnologia e innovazione nel campo della medicina tradizionale, con un 20% riservato alla ricerca biotecnologica su materiali medicinali e relativi prodotti. Entro il 2030, almeno il 90% dei presidi sanitari a livello di comune dovrà disporre di almeno un membro del personale formato in medicina tradizionale, e il 20% dovrà avere un medico specializzato in tale disciplina. Tutti i corsi di laurea in ambito sanitario dovranno includere moduli dedicati alla medicina tradizionale.
Il Vietnam punta inoltre a digitalizzare almeno il 70% delle conoscenze già censite, raccolte e verificate, oltre a ricercare, standardizzare e applicare almeno 30 rimedi, metodi di trattamento o corpus di conoscenze tradizionali in ambito sanitario o in sviluppo di prodotti. È previsto lo sviluppo di marchi nazionali per 30 prodotti realizzati a partire da materie prime medicinali, medicinali tradizionali e preparati a base di erbe.
Sono inoltre pianificate cinque linee di servizi e prodotti integrati che combinano medicina tradizionale e assistenza sanitaria rivolte ai turisti, collegando i servizi sanitari alla conservazione e alla promozione della cultura tradizionale e delle conoscenze indigene. La quota prevista di servizi di medicina tradizionale che includono trattamenti basati sulla combinazione di approcci tradizionali e moderni salirà al 15% nelle strutture specialistiche, al 25% nelle strutture di base e al 40% nelle strutture di assistenza primaria. E la produzione nazionale soddisferà almeno il 25% della domanda di materie prime medicinali.
Entro il 2045 il Vietnam immagina un settore della medicina tradizionale capace di preservare l'identità nazionale raggiungendo al contempo standard regionali e globali avanzati. La strategia delinea nove gruppi di misure, tra cui: miglioramento delle politiche; rafforzamento della medicina tradizionale in tutte le fasi della vita; sviluppo dell'industria delle materie prime medicinali; promozione della ricerca e della digitalizzazione; formazione di personale qualificato; conservazione delle conoscenze tradizionali; tutela della proprietà intellettuale; espansione dei mercati e della cooperazione internazionale; sensibilizzazione dell’opinione pubblica; rafforzamento delle attività di ispezione e vigilanza.





















