Minori e donazioni di organi: polemiche su un sondaggio ad Hanoi

Il governo vietnamita propone di consentire in casi specifici la donazione di tessuti anche da parte di chi ha meno di 18 anni. Ma un questionario distribuito nelle scuole, con l’obiettivo di coinvolgere il 100% degli studenti, solleva dubbi tra i genitori sul consenso e la tutela dell’infanzia.

Hanoi (AsiaNews) -Un sondaggio rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie inferiori sulla donazione di organi e tessuti umani ha scatenato un’ondata di proteste in Vietnam. Al centro della controversia c’è una proposta di riforma della legge sui trapianti che potrebbe consentire ai minori di donare tessuti in circostanze specifiche, ma soprattutto le modalità con cui le autorità hanno deciso di raccogliere le opinioni dei bambini.

L’iniziativa, promossa dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Associazione vietnamita per la protezione dei diritti dei bambini e con il Comitato centrale dell’Unione della gioventù comunista di Hồ Chí Minh, è partita il 12 ottobre. Nei giorni successivi, numerose scuole hanno ricevuto indicazioni per distribuire il questionario agli studenti.

Una comunicazione del Consiglio dei Giovani Pionieri di Hồ Chí Minh City, diffusa sui social il 22 ottobre, fissava al 25 ottobre il termine per la partecipazione, invitando le strutture scolastiche a raggiungere il 100% degli alunni. Le istruzioni specificavano che i bambini avrebbero dovuto rispondere autonomamente, senza che gli insegnanti intervenissero al loro posto.

Le domande sulla donazione e il consenso dei minori

Il questionario richiedeva ai partecipanti di fornire nome completo, sesso, anno di nascita, etnia, località di residenza e livello scolastico. Successivamente, chiedeva di esprimere un giudizio su alcune disposizioni previste dalla riforma, scegliendo tra “ragionevole”, “non ragionevole” e “altro”.

Tra le ipotesi sottoposte agli studenti figuravano la possibilità per i ragazzi tra i 15 e i 17 anni di donare tessuti rigenerabili a familiari e quella per i minori di 15 anni di effettuare donazioni dello stesso tipo esclusivamente a favore dei genitori o dei fratelli e delle sorelle.

Particolarmente contestata è stata la formulazione della domanda sulla donazione di tessuti e organi dopo la morte cerebrale o circolatoria. In questo caso, le opzioni proposte non contemplavano esplicitamente un rifiuto: i bambini contrari alla possibilità di donare potevano manifestare la propria opposizione soltanto selezionando la risposta “altro".

Il questionario, inoltre, introduceva la questione sottolineando che gli organi e i tessuti dei minori sarebbero particolarmente adatti ai trapianti pediatrici e potrebbero offrire ad altri bambini una possibilità di sopravvivenza.

La protesta dei genitori sui social

Le modalità dell’iniziativa hanno suscitato forti reazioni sui social network. Molti utenti hanno interpretato il sondaggio come un tentativo di ottenere il consenso dei bambini senza un adeguato coinvolgimento delle famiglie.

Alcuni genitori hanno contestato la capacità dei più piccoli di comprendere questioni complesse come la morte cerebrale, la morte circolatoria e le conseguenze della donazione. Altri hanno denunciato l’assenza di informazioni chiare sulla raccolta dei dati personali, sulle finalità del questionario e sulle garanzie previste per tutelare i partecipanti.

Il 21 ottobre, la ministra della Salute Đào Hồng Lan ha presentato il progetto di legge all’Assemblea nazionale. Attualmente, la normativa vietnamita consente la donazione di tessuti e organi soltanto alle persone che hanno compiuto 18 anni.

La proposta introduce eccezioni limitate per i minori. In caso di donazione da viventi, sarebbero ammessi esclusivamente tessuti rigenerabili, come le cellule staminali emopoietiche, destinati a familiari e soltanto quando non sia disponibile un donatore adulto idoneo. Sarebbero inoltre necessari un percorso di consulenza e il consenso sia del minore sia del suo rappresentante legale.

La riforma esclude espressamente il prelievo di reni, fegato, cuore, polmoni e altri organi sani da minori viventi.

Per la donazione dopo la morte, invece, il progetto richiede che il minore abbia registrato o espresso la volontà di donare prima del decesso e che i genitori o tutori abbiano prestato il consenso.

Il richiamo alla protezione dell’infanzia

La Commissione per la cultura e la società dell’Assemblea nazionale ha sottolineato che i minori, soprattutto i bambini, necessitano di una protezione speciale e che la loro opposizione deve avere sempre la priorità. La Commissione ha inoltre segnalato possibili conseguenze psicologiche e sociali legate alla registrazione dei minori come donatori, raccomandando particolare cautela nei casi di morte in circostanze sconosciute o caratterizzate da possibili segni di violenza o abuso.

Il 23 ottobre, il Ministero della Salute ha difeso la proposta, definendo legittime le preoccupazioni relative al traffico di organi e tessuti umani. Secondo il ministero, l’obiettivo non è incoraggiare le donazioni da parte dei bambini, ma stabilire un quadro giuridico rigoroso.

La dichiarazione, tuttavia, non ha chiarito perché il sondaggio richiedesse informazioni personali dettagliate, come sarebbe stato utilizzato il materiale raccolto o perché fosse stato fissato l’obiettivo di coinvolgere tutti gli alunni.

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