L'Asean guarda al modello economico europeo

L'Asean guarda al modello economico europeo

Vientiane (AsiaNews/Agenzie) – Questa mattina si è aperta nel Laos la conferenza dell'Asean (associazione che riunisce 10 paesi del sud est asiatico): durante il vertice si parlerà del modello economico alla base dell'Unione Europea e delle sue possibili attuazioni nel sud-est asiatico; di terrorismo e di alcune minacce presenti nella regione.

Le autorità locali hanno predisposto imponenti misure di sicurezza attorno alla capitale per prevenire episodi di violenza; nell'ultimo mese due esplosioni al confine con la Thailandia hanno minato la quiete del paese.

I punti salienti in agenda sono: a) un accordo di libero scambio commerciale fra sud-est asiatico e Cina; b)un patto unitario contro il terrorismo; c)gli sforzi comuni dei paesi confinanti con il Myanmar per promuovere la democrazia nel paese, alla ribalta delle cronache per i continui casi di violazione dei diritti umani. Di solito l'associazione non si occupa di problematiche interne ai singoli stati, ma in questo caso potrebbe richiamare il paese membro per i continui casi di abusi.

L'Asean lavora da tempo per creare un'area di libero scambio nella regione: essa comprende circa 530 milioni di persone e ha un volume di affari pari a 765 miliardi di euro. L'obiettivo è quello di arrivare ad un accordo sul modello dell'Unione Europea entro il 2010, per attirare consistenti investimenti esteri e rubare una fetta di mercato alla Cina e all'India. Al contempo l'Asean cerca di rafforzare i propri legami commerciali con i due giganti economici asiatici.

Per il sud-est asiatico, l'adozione di un modello simile a quello che ha portato alla nascita dell'Unione Europea rappresenta una grande sfida; nella regione le disparità economiche fra i diversi paesi sono enormi e anche le forme di governo variano l'una dall'altra: dal regime monarchico assoluto del Brunei, alla bozza di democrazia in Thailandia.

Lunedì e martedì prossimo arriveranno i capi di stato dei paesi dell'Asean (Brunei, Cambogia, Laos, Indonesia, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam), ai quali si aggiungeranno diversi partner: Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.

Martedì Asean e Cina dovrebbero firmare un accordo che porterà alla nascita di un'area di libero scambio senza tariffe e dazi doganali entro il 2010. Un taglio parziale delle tariffe dovrebbe iniziare fin dal prossimo anno. I paesi del sud-est asiatico sono il quinto partner commerciale della Cina: negli ultimi 10 mesi il volume di affari è cresciuto del 35,2% per una somma pari a 84,61 miliardi di dollari. Asean e Giappone, infine, lavorano per la realizzazione di un programma comune mirato alla lotta contro il terrorismo.

Il Laos, paese ospitante per la prima volta, approfitta dell'appuntamento per attirare investimenti dall'estero e per promuovere il turismo in un paese – retto da un regime comunista – di 5 milioni di abitanti, molti dei quali vivono sotto la soglia di sopravvivenza.

Il governo ha voluto mostrare il volto migliore della capitale, Vientiane, una cittadina tranquilla e polverosa sul fiume Mekong. Numerose truppe in uniforme garantiscono la sicurezza e controllano ogni angolo di Vientiane. Il monito governativo è "caccia ai cattivi elementi", termine con il quale vengono chiamati i gruppi antigovernativi delle minoranze Hmong.

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