Leone XIV ai movimenti ecclesiali: 'Unità e missione'

Alla viglia del loro Giubileo che si tiene a Pentecoste, papa Prevost ha incontrato in Vaticano i responsabili internazionali delle associazioni e dei gruppi di fedeli riconosciuti dalla Santa Sede. “Dio suscita i carismi, perché questi risveglino nei cuori il desiderio dell’incontro con Cristo". "Siate tra di voi lievito di unità, di comunione e di fraternità per il mondo lacerato dalla discordia".

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Nessuno è cristiano da solo. Siamo parte di un popolo, di un corpo che il Signore ha costituito”. È il messaggio che papa Leone XIV ha affidato questa mattina ai moderatori e responsabili di movimenti, associazioni e comunità riconosciute dalla Santa Sede, ricevuti da lui per la prima volta in udienza nella Sala Clementina. Un incontro che ha rappresentato il preludio alle celebrazioni giubilari che in questo fine settimana vedranno convergere a Roma oltre 70mila pellegrini provenienti da 100 Paesi del mondo che fanno riferimento a questo tipo di esperienze. Momenti culminanti saranno la veglia di Pentecoste nella serata di sabato 7 e la Messa solenne che papa Leone XIV domenica 8 giugno presiederà sul sagrato della basilica di San Pietro con queste rappresentanze di realtà che vanno dall’Azione cattolica a Comunione e liberazione, dal Cammino neocatecumenale alla Comunità di Sant’Egidio e al Rinnovamento carismatico.

Esperienze diverse che papa Leone ha invitato a guardare attraverso un’idea forte che le accomuna: “La vita cristiana – ha spiegato - non si vive nell’isolamento, come se fosse un’avventura intellettuale o sentimentale, confinata nella nostra mente e nel nostro cuore. Si vive con gli altri, in un gruppo, in una comunità, perché Cristo risorto si rende presente fra i discepoli riuniti nel suo nome”.

Il pontefice ha ricordato “l’apostolato associato dei fedeli, vivamente incoraggiato dal Concilio Vaticano II”. Ma anche le realtà nate dal “carisma di un fondatore o di un gruppo di iniziatori, oppure il carisma che si ispira a quello di un istituto religioso. Anche questa è una dimensione essenziale nella Chiesa”, ha commentato. “Senza i carismi, c’è il rischio che la grazia di Cristo, offerta in abbondanza, non trovi il terreno buono per riceverla. Ecco perché Dio suscita i carismi, perché questi risveglino nei cuori il desiderio dell’incontro con Cristo, la sete della vita divina che Lui ci offre, in una parola, la grazia”.

A tutti il pontefice ha affidato in particolare due parole: unità e missione. “L’unità, che voi vivete nei gruppi e nelle comunità – ha spiegato - estendetela ovunque: nella comunione con i pastori della Chiesa, nella vicinanza con le altre realtà ecclesiali, facendovi prossimi alle persone che incontrate, in modo che i vostri carismi rimangano sempre a servizio dell’unità della Chiesa e siano essi stessi lievito di unità, di comunione e di fraternità nel mondo così lacerato dalla discordia e dalla violenza”.

E poi lo slancio missionario: “I movimenti - ha detto Leone XIV - anche oggi hanno un ruolo fondamentale per l’evangelizzazione. Mettete i vostri talenti a servizio della missione, sia nei luoghi di prima evangelizzazione sia nelle parrocchie e nelle strutture ecclesiali locali, per raggiungere tanti che sono lontani e, a volte senza saperlo, attendono la Parola di vita”.

“Tenete sempre al centro il Signore Gesù” ha raccomandato infine Prevost, ricordando che “i carismi stessi servono a questo. Tutti siamo chiamati a imitare Cristo, che spogliò sé stesso per arricchire noi. Così, chiunque persegue con altri una finalità apostolica o chiunque è portatore di un carisma è chiamato ad arricchire gli altri, spogliandosi di sé. E questo è fonte di libertà e di grande gioia”.

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