Mongolia

Articolo in evidenza

  • Alla COP28 Ulan Bator dice sì al nucleare per sfruttare il proprio uranio

    La Mongolia ha firmato con altri Paesi una dichiarazione a favore dello sviluppo di centrali nucleari per ridurre i gas serra. Si tratta di una delle ultime iniziative del Paese per promuovere l'estrazione dei minerali presenti sul proprio territorio, che costituiscono una parte importante dell'economia nazionale. Nel prossimo futuro saranno da valutare i rapporti con la Russia.

  • Ulan Bator, la capitale di tutti i mongoli

    Con la mobilitazione per la guerra in Ucraina alcune migliaia di buriati - etnia mongola che vive dentro i confini della Russia - si sono trasferiti a Ulan Bator. Ma negli ultimi decenni la capitale è molto cambiata, voltando pagina rispetto all'eredità sovietica. E nonostante l'affinità storica e culturale i relokanty faticano ad ambientarsi in un mondo molto diverso da quello in cui erano abituati a vivere.

  • Gaza. 15 morti nell’attacco alle ambulanze. Israele: 'Erano una copertura di Hamas'

    Le notizie di oggi: In Nepal il terremoto più violento dal 2015 ha causato centinaia di morti, ma il bilancio potrebbe salire visto che intere aree sono irraggiungibili. In Cina e in Mongolia si fanno sentire gli effetti del cambiamento climatico: da 30 gradi a 0 in pochi giorni. Scoperta la truffa con cui molti uomini d’affari e funzionari russi riuscivano ad aggirare le sanzioni occidentali.

  • Papa: salute ed educazione, non le armi, misurano il progresso di una nazione

    Congedandosi da Ulan Bator il pontefice ha benedetto la Casa della misericordia dove la piccola Chiesa della Mongolia accoglie gli scartati. L'apertura di questo segno che resterà dello storico viaggio di questi giorni occasione per "sfatare alcuni miti" sulla carità. "I cristiani non aprono opere sociali per proselitismo, ma perché solo l’amore vince l’egoismo e fa andare avanti il mondo”.

  • La speranza teologica di Francesco nel dialogo con la Cina da Ulan Bator

    P. Gianni Criveller, missionario del Pime e sinologo, commenta le parole indirizzate dal papa ieri al popolo cinese dalla Mongolia, con accanto il card. Tong e il prossimo porporato Chow. "Tra essere buoni cristiani e buoni cittadini non c'è contraddizione quando c'è libertà. Ora spetta a Pechino far seguire passi concreti su questioni come la forma permanente di dialogo sollecitata dal card. Parolin o la missione di pace del card. Zuppi".

  • Mons. Tegusbilig, il volto cinese perseguitato del cattolicesimo mongolo

    La piccola Chiesa della Mongolia che in questi giorni incontra papa Francesco è legata da un filo rosso alla diocesi cinese di Ningxia, dove fino a tre anni fa viveva l'unico vescovo (clandestino) mongolo della storia della Chiesa cattolica. Noto anche con il nome di Ma Zhongmu, imprigionato per 11 anni per aver rifiutato di aderire all'Associazione patriottica, dopo la Rivoluzione culturale come un pastore aveva radunato uno ad uno il gregge disperso dei cattolici. E tradotto in lingua mongola la Bibbia e il Messale romano.

  • Papa: l'armonia dell'Asia, sapienza per il mondo di oggi

    Nell'incontro interreligioso a Ulan Bator il richiamo all'incontro tra le differenze per il bene di tutti. "Nessuna confusione tra credo e violenza, tra sacralità e imposizione, tra percorso religioso e settarismo". Nel discorso anche parole di Buddha e Gandhi. Nella Messa un saluto anche al popolo cinese: "A tutti i cattolici chiedo di essere buoni cristiani e buoni cittadini". E attraverso una citazione di Teilhard de Chardin l'evocazione del deserto di Ordos, dove vivono le popolazioni mongole della Repubblica popolare cinese.

  • Papa da Ulan Bator: 'Guardiamo il Cielo per spazzare via le nuvole della guerra'

    Nella capitale mongola il discorso alle autorità esaltando la scelta di rifiutare le armi nucleari. In una città scossa dalle proteste per lo scandalo sul carbone, un forte richiamo contro la corruzione "che impoverisce Paesi interi". Nell'incontro in cattedrale con la piccola Chiesa locale l'invito alla semplicità: "I numeri e i successi non sono la strada di Dio". La statua dell'Immacolata ritrovata in una discarica benedetta dal pontefice.

  • Cina e Russia, gli ingombranti (ma indispensabili) vicini di Ulan Bator

    L'attesa per il discorso che domani mattina papa Francesco pronuncerà alle autorità e al corpo diplomatico nel Palazzo di Stato della capitale mongola. Mosca è il principale fornitore di energia del Paese ma il 90% delle esportazioni va a Pechino. I "nuovi partner" interessati alle ricchezze del sottosuolo, a partire dalle terre rare (oggi strategiche). Da questo crocevia il pontefice spera di incoraggiare passi avanti per la pace.

  • Papa arrivato a Ulan Bator. Viaggio vietato ai vescovi cinesi

    L'accoglienza all'areoporto Gengis Khan, domani l'inizio degli incontri ufficiali. Sull'aereo ai giornalisti: "Ci farà bene il silenzio di questo grande Paese". Durante il volo il telegramma a Xi Jinping: "Assicuro le mie preghiere per il benessere della Cina e invoco unità e pace". Ma nonostante l'Accordo con la Santa Sede i vescovi della Mongolia Interna e della altre province della Cina continentale non potranno essere presenti allo storico evento di questi giorni.

  • Tra pastori, donne e bambini la fantasia della carità della Chiesa in Mongolia

    Stasera la partenza di papa Francesco per il suo storico viaggio nel Paese delle steppe. La testimonianza di sr. Anne Wangeci Waturu, kenyana, direttrice di Caritas Mongolia: "Cerchiamo di rispondere ai bisogni specifici di un popolo che vive condizioni sociali e climatiche peculiari". Tra gli interventi anche aiuti per proteggere il bestiame e orti familiari per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici.

  • 'Il papa tra noi a Ulan Bator, si avvera il sogno di mons. Padilla e Giovanni Paolo II'

    Dalla capitale mongola la testimonianza di sr. Nirmala Rani, missionaria indiana da 21 anni nel Paese. "Già nel 2003 era stato ipotizzato un viaggio, ma le condizioni di salute di Wojtyla l'avevano reso impossibile. Anche la Mongolia sta cambiando e la Chiesa cerca di raccogliere la sfida tra i giovani. Che cosa ci attendiamo da questi giorni? Un'esperienza forte di incontro con Dio".

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