Asia del Nord

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Dal carbone al rame: la nuova era economica della Mongolia

Per la prima volta l'anno scorso ad Ulaanbaatar i ricavi derivanti dalle esportazioni di concentrato di rame hanno superato quelli delle esportazioni di carbone. Una svolta alimentata dalla corsa all'intelligenza artificiale e all'aumento della produzione di veicoli elettrici. E il governo oggi cerca nuovi giacimenti.

  • Il programma di Putin: riscrivere la storia

    Il primo decreto approvato appena finita la cerimonia di inizio del quinto mandato riguarda i “Fondamenti della politica di formazione storica”. L’ansia di riscrivere la storia è il sentimento che agita più di tutti la coscienza di Putin e di tutta la generazione afflitta dal risentimento della fine dell’Unione Sovietica. Ed è questa visione globale ed escatologica che Putin cerca oggi di impersonare anche accanto a Xi Jinping in piazza Tiananmen.

  • La Chiesa autocefala ucraina contro il 'Mondo russo'

    Il Sinodo della comunità ortodossa guidata dal metropolita Epifanyj ha rivolto un appello al patriarca Bartolomeo affinché condanni Kirill per l'"eresia etno-filetista". Lo scontro con l’altra giurisdizione ortodossa, da sempre legata a Mosca, pur avendone preso formalmente le distanze dopo l’invasione russa.

  • Il ritorno dell'Urss nel governo russo

    La nomina al ministero della Difesa di Mosca dell'economista Belousov (cerimoniere delle liturgie della Chiesa ortodossa) al posto di Šojgu sembra indicare la volontà di porre l’industria bellica a motore principale di conflitti sempre più prolungati. Mentre il nuovo ministro dell’energia - dalle cui attività dipende il 70% del Pil della Russia - ora è Sergej Tsivilev, marito della nipote di Putin.

  • Il regno eterno dello zar vittorioso

    In passato Putin aveva dichiarato più volte di non avere intenzione di rimanere al potere a vita, ma questo tema è stato ormai da tempo accantonato. E in occasione dell'inaugurazione dell'ennesimo mandato presidenziale il patriarca Kirill ha invocato su di lui "la benedizione di Dio fino alla fine della vostra esistenza e fino alla fine dei tempi, come usiamo dire".

  • Il Tagikistan, capro espiatorio di Mosca

    A più di un mese dall'attentato al Krokus City Hall non si placano in Russia le ritorsioni contro i migranti tagichi, al punto da sucitare una nota di protesta di Dušanbe. In centinaia restano bloccati negli aeroporti e alla frontiera col Kazakistan, ma Mosca non può permettersi di perdere il Paese dove è dislocata la sua più importante base militare in Asia Centrale.

  • Le esercitazioni nucleari di Putin, tra teatro e realtà

    Le annunciate simulazioni di questi giorni con le armi atomiche tattiche non vogliono lasciare spazi a illusioni circa un possibile corso più conciliante della politica russa. Ma per gli esperti “è solo un modo per ricordare che la Russia possiede questo tipo di armi, non che sia più vicino il loro utilizzo”

  • La Pasqua della Vittoria

    Durante la funzione del Giovedì Santo il patriarca Kirill ha recitato una speciale preghiera “per la vittoria della santa Rus’”, che intensifica le litanie belliche imposte ai sacerdoti, pena la privazione dello stato clericale di fronte al rifiuto di pronunciarle. Le celebrazioni pasquali devono ricompattare il popolo dei credenti per mostrare che la Russia ha sconfitto il male al suo interno, ritrovando la giusta via per la sobornost.

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