Istanbul (AsiaNews) - A quattro mesi dalla sua elezione a presidente della Repubblica ucraina, ieri Volodoymir Zelensky ha reso visita a Bartolomeo, Patriarca ecumenico di Costantinopoli.
Tale visita avviene a otto mesi dalla concessione dell’autocefalia alla Chiesa ortodossa di Kiev, che ha indotto Mosca a tagliare in modo unilaterale il legame sacramentale con Costantinopoli.
A tale proposito, va ricordato che benché le altre 12 Chiese ortodosse non hanno ancora riconosciuto, per il momento, la concessione dell’autocefalia a Kiev, esse non hanno comunque seguito Mosca nel suo atto di interruzione sacramentale con Costantinopoli.
Secondo fonti locali, la visita si è svolto in un clima sinceramente cordiale e disteso, fatto confermato dalle dichiarazioni da loro espresse alla fine dell’incontro.
Ambedue affermano che l’incontro è un segnale di svolta nelle relazioni bilaterali, per riqualificarle a favore del popolo ucraino, per il quale la madre chiesa di Costantinopoli si è adoperata per aiutarlo tra mille difficoltà, nonostante le varie reazioni contrarie ed opposizioni.
Dopo il consueto scambio dei doni il presidente ucraino, ha espresso la sua gratitudine a Costantinopoli, perché il patriarcato ecumenico ha sempre lavorato per la pace e l’unità del popolo ucraino, concedendo l’autocefalia al fine di superare ulteriori scismi che condurrebbero al deterioramento di questa Chiesa.
A sua volta, Bartolomeo ha ringraziato il presidente Zelensky per la sua visita e ha ricordato che, secondo gli antichi canoni del mondo ortodosso, alla sede di Sant’Andrea apostolo, tocca concedere l’autocefalia alle Chiese del pianeta ortodosso.
Secondo personalità presenti all’incontro, la visita di Zelensky è andata oltre le aspettative Anche il seguito del presidente si è espresso in modo entusiasta.
Zelensky è di fede ebraica, e si è sempre distinto per una certa neutralità verso le problematiche ortodosse, ma ha dimostrato di comprendere le richieste della maggioranza del popolo ucraino.
















