Russia

Articolo in evidenza

  • Gli effetti della guerra sul mar Nero e il mare d’Azov

    Le nuove minacce russe a Kherson riportano in primo piano gli effetti del conflitto sull'inquinamento marino. Una ricerca pubblicata nell'estate scorsa ha individuato almeno 70 sostanze chimiche provenienti dalle armi nelle acque del mar Nero. Persino i suoi degli scontri e dei bombardamenti creano effetti devastanti tra la fauna marina.

  • Duecento anni di rivoluzioni in Russia

    La rivolta dei Decabristi il 14 dicembre 1825 vide gli ufficiali dell'esercito e gli intellettuali favorevoli alle riforme liberali cercare di prendere il potere dopo l’improvvisa morte dello zar Alessandro I, per finire poi schiacciati dalla repressione di Nicola I Icona del ricorrente alternarsi di “sistema” e “rivolta”, regime e anarchia, nella parabola della storia russa.

  • La religione nella politica russa

    Nella nuova strategia di politica nazionale voluta da Putin si parla anche della questione religiosa rafforzando ulteriormente il ruolo della Chiesa ortodossa. E mettendo sullo stesso piano tra le "minacce" il terrorismo estremista e la "russofobia" nelle relazioni inetretniche e interreligiose.

  • La preghiera in strada dei migranti musulmani in Russia

    Si fa sempre più acceso il dibattito tra i russi sui riti islamici negli spazi pubblici in assenza di sufficienti luoghi di culto. Le autorità religiose musulmane ricordano la raccomandazione a scegliere luoghi dove non si arreca disturbo alle altre persone. Ma nel clima crescente di ostilità verso le comunità provenienti dall'Asia Centrale non mancano i raid violenti contro musulmani in preghiera.

  • Il petrolio nero di Mosca nel bianco dell’Artico

    Negli ultimi tre anni la Russia ha investito per lo sviluppo dellaVia marittima settentrionale quasi un miliardo e mezzo di dollari. L'obiettivo è passare dagli attuali 38 milioni di tonnellate di traffico a 220 milioni entro il 2035. Ma le condizioni atmosferiche comunque sempre estreme, le navi ormai arcaiche e soprattutto il carburante tossico utilizzato rendono questo ambizioso progetto un’avventura decisamente rischiosa.

  • Il piano di pace di Trump per l’Ucraina assist per ‘l’alleato’ Putin

    Il 2025 non segna la fine delle guerre, ma la divisione tra le dittature d’Oriente e Occidente. Il nuovo Dizionario della lingua russo rilancia visioni di democrazia e autocrazia dell’ideologia ufficiale. La specialità di Witkoff e Dmitriev, artefici del “progetto” di tregua, è contare i soldi dividendosi la posta. Lo scontro sulla lingua e il tema della convivenza fra Chiese ortodosse.

  • Accoglienza difficile e poca integrazione: russi in fuga dalla Crimea

    Circa un milione di persone si sono trasferite dopo l’annessione del 2014 dalle regioni del nord, oltre che Mosca e San Pietroburgo. Nel tempo sono emerse difficoltà di adattamento, molti hanno deciso di rientrare. Pesa il costo degli immobili e la carenza di infrastrutture, unite alla “mentalità crimeana”. Su 10 russi arrivati negli ultimi anni se ne fermano in media soltanto due.

  • Boris Kagarlitskij e il dissenso dell’ultimo marxista di Russia

    Il 68enne sociologo russo è uno dei più illustri prigionieri politici di Putin, ma lo era stato già nell’Urss di Brežnev. Dal lager egli dichiara di sentirsi più libero di esprimere le proprie opinioni. Egli sta scontando una condanna a cinque anni per “giustificazione del terrorismo” in riferimento alle sue critiche per la guerra. Peggiorano le condizioni di salute in carcere.

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