Russia

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Gli imprenditori putiniani che chiedono più tasse

I membri di Delovaja Rossija, una delle organizzazioni imprenditoriali più influenti del Paese, hanno presentato 52 proposte di trasformazione economica, tra cui l'abolizione del sistema fiscale semplificato con un'aliquota del 6%. Una misura a favore della guerra che danneggerebbe soprattutto le piccole aziende.

  • I migranti kirghisi nel traffico di droga in Russia

    A Biškek circolano avvisi in cui si promette di guadagnare fino a 1.000 dollari alla settimana, due volte di più dello stipendio medio mensile di un lavoratore kirghiso, per "lavori" che nascondo in realtà il reclutamento di corrieri della droga. L’accusa di traffico di stupefacenti in Russia può comportare da 20 anni di prigione all’ergastolo. E molti dalle carceri finiscono direttamente al fronte in Ucraina.

  • La crisi dei docenti nelle scuole russe

    Tra i diplomati degli istituti pedagogici solo il 42% va a lavorare nella scuola e sono numerosi anche gli insegnanti che abbandonano la professione. Pesano le disparità nelle retribuzioni tra Mosca e le periferie del Paese ma anche l'impostazione sempre più ideologica dell'intero ordinamento.

  • Il turismo religioso in Russia

    In seguito alla rottura con l'Occidente una grande percentuale di viaggiatori russi si è riversata sul turismo interno, dove le mete religiose e quelle artistiche ad esse collegate assumono sempre più importanza. In questo quadro gli operatori locali stanno rilanciando le vie dei pellegrinaggi a piedi a partire da quella di 70 chilometri che unisce Mosca alla Lavra della Trinità di San Sergio.

  • La Russia, la fede di Nicea e il bisogno di un dialogo di pace

    Anche Mosca ha ricordato in questi giorni i 1700 anni del primo Concilio ecumenico che stese il testo della professione di fede. E pochi giorni dopo la telefonata tra Putin e papa Leone XIV è stata l'occasione per rilanciare anche il dialogo tra la Chiesa di Roma e quella ortodossa russa. Come nel IV secolo, dopo la fine delle persecuzioni, anche oggi la sfida per i vescovi d’Oriente e Occidente è mostrare agli imperatori una verità più grande di ogni pretesa di dominio

  • La russificazione della cultura in Crimea

    Terra tradizionalmente multiculturale, la penisola strappata da Mosca a Kiev nel 2014 oggi vede colpito in maniera sistematica tutto ciò che non è russo. Nonostante anche le autorità legate a Mosca riconoscano sulla carta tre “lingue di Stato” - il russo, l’ucraino e il tataro crimeano - l'istruzione nelle lingue native è sparita quasi del tutto dalle scuole.

  • Il catechismo russo del metropolita Tikhon

    Dall'anno scolastico 2026/2027 nelle scuole della Russia saranno introdotte come nuova materia di studio le “Fondamenta della cultura morale e spirituale della Russia”. E la stesura del manuale è stata affidata al metropolita di Crimea, noto come il "padre spirituale" di Putin.

  • Le moschee cecene in Europa

    Secondo diverse stime, nei Paesi europei vivono ormai almeno 200mila ceceni e dal Belgio alla Norvegia, passando per Francia, Austria e Germania, le moschee di questa diaspora alimentata dalle guerre oltre che luoghi di preghiera sono importanti centri dove si tramandano la lingua e le tradizioni di questo popolo.

  • L'ideologo di Putin e Kirill ora attacca persino Averintsev

    In un nuovo saggio Aleksandr Šipkov arriva a puntare il dito anche contro il filologo che negli anni Novanta con le sue conferenze aiutò la Russia a riscoprire insieme la tradizione cristiana orientale e quella occidentale. Perché la Russia di oggi rifiuta ogni convergenza nella cultura cristiana dell’Europa d'ell'Est e dell'Ovest, per proporsi come l’unica vera Chiesa incaricata di una missione universale.

  • Lavrov a Erevan e il difficile equilibrio russo-armeno

    Cortei di portesta durante la visita del ministro degli Esteri di Mosca, a cui molti armeni imputano il mancato sostegno contro gli azeri. Le rassicurazioni russe sull'importanza delle "relazioni di alleanza" tra i due Paesi anche per contrastare il riavvicinamento con l'Europa. Erevan non intende comunque annullare gli accordi in forza dei quali fa parte della Ctso.

  • San Nicola della primavera in Russia

    “L’opera di Dio sa trasformare anche le azioni umane più insensate in qualcosa di buono”, ha detto in questi giorni il patriarca Kirill celebrando la festa di San Nicola che tradizionalmente in maggio promette un buon raccolto per la stagione agricola. E mai come oggi questa benedizione serve a sperare in una nuova stagione di pace, per i campi e le terre devastate dalla guerra.

  • Il mondo in cerca della Pax Romana

    Leone XIV, il primo papa americano, ha messo in qualche modo in ombra in Russia la popolarità dell’imperatore americano, fungendo in qualche modo da alternativa nell’immagine dell’Occidente “anglosassone” tanto vituperato dal Cremlino. Del resto oggi la Chiesa russa è in rottura con quasi tutte le altre Chiese ortodosse, a partire dal patriarcato di Costantinopoli, mentre il dialogo con Roma non si è mai interrotto,

  • La crescita economica della Georgia

    Il governo di Tbilisci sbandiera i dati floridi del Pil, il cui incremento è cresciuto di tre volte negli ultimi anni, attribuendolo alle proprie misure. Ma il fattore determinante sono stati gli effetti indiretti dell'invasione dell'Ucraina, con 100mila russi giunti nel Paese per fuggire alla mobilitazione di Putin. E il boom di settori nascosti dell'economia come le triangolazioni per aggirare l'embrago a Mosca e le cliniche per la maternità surrogata.

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