Russia

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Il cinismo come effetto della propaganda

Per la sociologa Anna Kulešova il prodotto principale della propaganda non è l'entusiasmo o il sostegno per la guerra. Piuttosto “allontana costantemente le persone dal giudizio morale”, perché questo è molto più redditizio per le autorità.

  • La resa dei conti con gli 'anglosaksy'

    Tra le tante accuse legate alla guerra russa in Ucraina ci sono quelle contro “gli anglosassoni”, pronunciate a più riprese dal Cremlino. Al di là delle contrapposizioni culturali questo termine rivela una strategia per dividere il campo dei nemici. Mosca vorrrebbe uscire dal conflitto con un mondo in cui siano ben distinti la Russia, gli anglosaksy e l’Europa.

  • La decolonizzazione dell’Ucraina

    Parlamento di Kiev discute legge sulla toponomastica per cancellare riferimenti alla Russia. Processo iniziato con la “de-comunistizzazione”. Per Putin la nazione ucraina e il suo popolo non sono mai esistiti. Rimane l’ambiguità di un’eredità ancora tutta da ridefinire.

  • La fuga dei propagandisti putiniani

    Il caso di Marina Ovsjannikova non è isolato. Molti si sono trasferiti in Georgia o in Asia centrale. Al massimo un 10% dei giornalisti e operatori tv sostiene la guerra in Ucraina. Chi pensa ad andarsene sogna un visto dalla Polonia e dagli Usa.

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