Dhaka: i vescovi invocano riconciliazione dopo la scomparsa di Khaleda Zia

Si è spenta a 80 anni la prima donna premier del Paese, a lungo protagonista della vita politica in Bangladesh. Ai funerali una folla senza precedenti. Mons. Bejoy D’Cruze: "Nonostante le differenze di vedute, ha amato profondamente la nazione". L'appello della Chiesa alla pace e all'unità in un momento di profondo dolore.

di Simon Corraya

Dhaka (AsiaNews) – La Chiesa cattolica del Bangladesh si è unita al cordoglio nazionale per la scomparsa di Begum Khaleda Zia, ex prima ministra e figura centrale della storia politica del Paese. I vescovi hanno invocato un momento di riconciliazione e speranza per il futuro della nazione.

In una dichiarazione ufficiale rilasciata ieri a nome della comunità cristiana, l’arcivescovo Bejoy N. D’Cruze, presidente della Conferenza episcopale del Bangladesh (CBCB), ha voluto rendere omaggio alla premier: “Esprimiamo profondo dolore per la morte dell'ex prima ministrq Begum Khaleda Zia. Con la sua scomparsa, la nazione ha perso una statista esperta e lungimirante”. Il presule ha aggiunto: “Preghiamo Dio Onnipotente per l'eterna pace della sua anima e per il conforto della sua famiglia e dei suoi seguaci”.

Nonostante le complesse vicende politiche che hanno segnato la storia recente di Dhaka, mons. D’Cruze ha evidenziato le doti umane della leader del Bangladesh National Party (BNP): “Nonostante le differenze di vedute e di percorsi, era determinata, coraggiosa e intransigente. Il suo amore per il Paese, il rispetto per gli altri e la compassione per i poveri l'hanno resa unica”. I vescovi hanno infine concluso con un’invocazione per la stabilità sociale: “Signore, dona forza e pace al nostro Paese, trasforma il dolore in speranza”.

Begum Khaleda Zia è deceduta il 30 dicembre alle 6 del mattino all'età di 80 anni presso l'Evercare Hospital di Dhaka. Prima donna premier del Paese e seconda nel mondo musulmano, la sua carriera politica è iniziata dopo il tragico assassinio del marito, il presidente Ziaur Rahman, nel 1981. Ha guidato il governo per tre mandati (1991-1996, 2001-2006 e per un breve periodo nel 1996), segnando il passaggio cruciale verso il ripristino della democrazia dopo gli anni del regime militare, pur tra accese contrapposizioni politiche e accuse di corruzione che hanno segnato i suoi ultimi anni.

Il 31 dicembre un’immensa folla ha partecipato al funerale celebrato a Manik Mia Avenue, vicino al Parlamento. Milioni di persone si sono riversate nelle strade in quello che è stato descritto come il più grande funerale della storia del Paese, unendo per un giorno cittadini di ogni fede e classe sociale. Tra i presenti figuravano dignitari stranieri, il premio Nobel Muhammad Yunus, a capo di un attuale governo di transizione, e i vertici dell’esercito. Khaleda Zia è stata sepolta con i massimi onori di Stato accanto al marito. “Non era più solo una leader di partito; era diventata una figura nazionale”, ha dichiarato un partecipante, Mir Mostofa, riassumendo il sentimento di molti: “Il suo nome sarà scritto a lettere d'oro nelle pagine della storia”.

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