Thiruvananthapuram (AsiaNews/Ucan) A migliaia lungo la costa dell'India meridionale dopo l'allarme tsunami hanno passato la notte scorsa in chiesa a pregare e poi a ringraziare per essere salvi. Lo ha raccontato oggi Stanley Roman, vescovo di Quilon, Stato del Kerala. "Nella notte - ha detto il vescovo - centinaia di famiglie si sono riunite nelle chiese lungo la costa e hanno pregato". Nella zona di Thankassery, Kerala, le donne hanno acceso candele alla statua della Madonna.
La gente è stata presa dal panico, perché l'epicentro del sisma era vicino a quello che il 26 dicembre 2004, ha causato lo tsunami nel quale sono morte quasi 300 mila persone in tutto il sudest asiatico.
Nella sola Azheeckal, 20 km a nord, ma nella stessa diocesi, il precedente maremoto aveva ucciso 180 persone.
Nel vicino Tamil Nadu, lo Stato indiano più colpito il 26 dicembre, la gente è scappata in posti più sicuri e molti anche qui hanno pregato tutta la notte. P. Xavier Lawrence, parroco della chiesa di Sant'Alessio a Kottilapad, ha raccontato che "i bambini hanno iniziato a piangere e le persone a lasciare le case". Il sacerdote ha aggiunto che "ora sono tutti tornati alle loro abitazioni, ma hanno paura di rimanere vicino alla costa". Secondo stime ufficiali, nel disastro del 26 dicembre nelle zone di Colachel e Kottilapad sono morte 577 persone.
T.K. Jose, funzionario del governo del Kerala, addetto alle operazioni di soccorso post tsunami, ha sottolineato che la situazione attuale è diversa da quella di 3 mesi fa. "Ora tutti sanno cos'è uno tsunami. L'ultima volta anche i rappresentanti governativi non avevano chiaro l'impatto e le conseguenze di uno tsunami". Della stessa idea anche p. Stanley Sahayasheelan, parroco a Colachel. Lo scorso tsunami è servito ad istruire anche la popolazione. Il sacerdote ha spiegato che Colachel ha subito pesanti perdite umane, perché donne e bambini "quando il mare si era inizialmente ritirato cercavano di raccogliere pesci sulla riva". P. Stanley ha detto che ora la gente comune sa che questo è uno dei segnali che precedono l'arrivo dell'onda anomala.
Nella notte l'arcivescovo di Trivandrum, Maria Calist Soosa Pakiam, ha invitato il governatore del Kerala, Oomman Chandy, a impegnarsi per portare in salvo i pescatori usciti ieri in mare. In un incontro d'emergenza, Chandy e l'Unità di crisi del Kerala hanno organizzato il rientro dei pescatori.
Questa mattina l'India ha ritirato lo stato d'allarme tsunami, ma ha chiesto ai governi degli Stati costieri e alla popolazione delle isole Andamane e Nicobar, di rimanere vigili.
















