Genitori indù proibiscono ai figli la festa di Shiva: gira troppa droga

Durante la festa, i santoni indù vendono droghe e invitano i giovani a fumare hashish e mariujana. Centinaia di giovani sono divenuti tossicodipendenti. La festa indù accusata di fomentare la criminalità. Ridotte le presenze al tempio di Pashupatinath: da 500mila a 200mila.

di Christopher Sharma

Kathmandu (AsiaNews) – Quest’anno, la festa di Mahashivaratri, in onore del dio Shiva, celebrata ieri, ha visto la presenza di pochi giovani. Il motivo: molti genitori indù hanno proibito ai loro figli di parteciparvi dato che durante la festa molti “Hindu Baba”, i santoni (sadhu) prevenienti dall’India e da altre località, incoraggiano i giovani a usare droghe, fumando hashish e mariujana.

Trovo Rijan Kafle, 18 anni, vicino al tempio di Shiva di Pashupatinath, a Kathmandu e mi spiega: “La tossicodipendenza di molti giovani comincia da questo luogo. Anche se noi siamo indù, i nostri genitori fanno molta resistenza e non vogliono che noi loro figli partecipiamo alle celebrazioni di Shivaratri. Nel nome di questo dio ci sono molti asceti che ci incoraggiano a fumare. Molti di loro vendono hashish e mariujana e dicono che questi sono doni di Shiva”.

Durante la festa di Shivaratri, che dura diversi giorni, gli indù vanno in pellegrinaggio ai diversi templi di Shiva: pregano, cantano inni, danzano.

Siddhartha Gautam, 52 anni, di Gaushala, spiega il motivo per cui ha vietato ai figli di partecipare alla festa: “Ho due figli studenti liceali e ho visto alcuni sadhu che vendevano droghe e invitavano i giovani a fumare. Così ho proibito ai miei figli di venire qui e partecipare allo Shivaratri nel tempio di Pashupati”. E aggiunge: “Conosco centinaia di giovani che hanno iniziato a fumare e a drogarsi proprio nel giorno della festa di Shiva e sono diventati tossicodipendenti per tutta la vita”.

Rameshwor Dhakal, del quartiere di Chabahil (Khatmandu) ha un figlio che ha cominciato l’uso di droghe nella festa di Shiva. “Questa è una brutta abitudine – dice – che in nome di questa celebrazione indù vengano rovinate vite intere di giovani. Mio figlio ha cominciato a fumare hashish sette anni fa, partecipando allo Shivaratri insieme a suoi amici. Ai Baba viene concesso l’uso di droghe, ma loro la vendono ai ragazzi e insegnano loro a fumare. Molti cominciano in quel giorno a fumare e poco a poco diventano dipendenti”.

“Adesso mio figlio è un tossico completo e non ha rovinato solo la sua vita, ma ha commesso anche molti crimini. In questo modo, Shivaratri è diventata una sorgente di criminalità”.

Govinda Tondon, esperto indù e amministratore del tempio di Pashupatinath, spiega che il tempio ha lanciato molti appelli perché i fedeli evitino “cose brutte” durante lo Shivaratri: “Abbiamo domandato agli Hindu Baba che vengono dall’India e da altre parti di non vendere e non forzare all’uso di alcuna droga. Ma anche i giovani e i genitori devono stare in guardia”.

In ogni modo, a giudicare dalla partecipazione, sembra che le celebrazioni indù stiano perdendo di importanza e questo proprio a causa delle cattive usanze che in nome dell’induismo si diffondono nel Paese. Lo scorso anno, durante lo Shivaratri hanno visitato il tempio di Pashupatinath almeno 500mila fedeli; quest’anno sono stati solo 200mila.

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