Incriminati i radicali indù responsabili dell’attentato all’Espresso della pace fra India e Pakistan

Il 19 febbraio 2007 il Samjhauta Express è stato devastato da un’esplosione che ha provocato 68 morti. La National Investigation Agency (Nia) ha formalizzato le accusa contro Swami Aseemand e altre quattro persone che hanno preparato la strage.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) – Pochi giorni prima che avvengano i colloqui fra India e Pakistana a livello di Segretari di Stato, la Nation Invetsigation Agency (Nia) è pronta a incriminare Swami Aseemanand e altri per l’esplosione avvenuta nel 2007 sul Samjhauta Express, il treno in cui persero la vita 43 persone di nazionalità pakistana. Il totale dei morti nell’attentato è stato di 68. La Nia aveva preso in mano le indagini sul caso nel 2010, e nel dicembre dello scorso anno aveva arrestato Aseemand. Il Samjhauta Express (l'Espresso della pace) è un treno che viaggia due giorni a settimana (il martedì e il venerdì) fra Delhi e Lahore in Pakistan. Il treno ha effettuato il primo viaggio il 22 luglio 1976 a seguito degli accordi di Shimla e andava da Amritsar a Lahore per circa 42 km. Il 19 febbraio 2007 il treno ha subito un attentato che ha causato 68 morti e 13 feriti.

L’incriminazione, che sarà registrata formalmente nelle prossime ore, conterrà probabilmente i nomi di Aseemamand, Sandeep Dange, Ramji Kalsangra, Sunil Joshi (deceduto) e Ashwini Chouhan. Aseemand è in custodia giudiziaria nella prigione di Ambala. Joshi è stato ucciso nel dicembre 2007, e gli altri tre sono in clandestinità.

La Nia ha registrato anche le dichiarazioni di Bharat Rateshwar, uno dei complici di Aseemand, e lo ha definito uno dei “testimoni principali” nel caso. Altre persone interrogate includono dei negozianti del mercato di Kothari, a Indore, da cui fu acquistato il materiale usato nell’attentato. Il 19 febbraio 2007, un giorno dopo l’esplosione, gli inquirenti sequestrarono due ordigni, formati da due valige (Kodak) coperte da involucri su cui era scritto “Apollo 600”, timer digitali, batterie elettriche da 6 volt, una miscela esplosiva color giallo, un circuito elettronico racchiuso in una scatola e 13 bottiglie di plastica contenenti liquido infiammabile.

L’indagine scientifica del materiale sequestrato ha confermato la presenza di ciclonite (Rdx, Petn, Tnt e cloruro di potassio). Il primo spiraglio nel caso si è aperto grazie ad alcuni degli accusati arrestati per le esplosioni di Malegaon del 2008. Oltre a basarsi sulla confessione di Aseemand, la Nia ha cercato di stabilire l’accusa di “complotto”, dal momento che ci sono state due riunioni in cui gli accusati hanno discusso e scelto il Samjhauta Express come bersaglio.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Mondo russo
Porta d'Oriente
Lanterne rosse

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000