Città del Vaticano /AsiaNews) – “Di fronte alle numerose sfide che l'umanità affronta oggi, in particolare quelle derivanti dalle guerre, dai conflitti e dall'uso della religione per fini politici, la commemorazione dell'incontro di Assisi del 1986 ci offre l'occasione di riflettere con voi su come indù e cristiani possano insieme dar vita a cammini di pace”.
È quanto scrivono il cardinale George Jacob Koovakad, prefetto del Dicastero per il Dialogo interreligioso, e mons. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage, segretario del medesimo organismo vaticano, nel messaggio indirizzato dalla Chiesa cattolica al mondo indù in occasione della festa di Diwali, che verrà celebrata il prossimo 8 novembre.
L’augurio di quest’anno trae ispirazioni proprio dai quarant’anni celebrati in questi giorni dello storico primo incontro di preghiera delle religioni per la pace voluto da Giovanni Paolo II ad Assisi il 27 ottobre 1986. Una prima via per dar vita a camini di pace – scrivono il prefetto e il segretario del dicastero per il dialogo interreligioso – è quella di ”riunirci in preghiera con un comune impegno spirituale per la pace, ciascuno secondo la propria tradizione religiosa, nel rispetto di quella dell'altro. Infatti, la preghiera autentica va oltre le differenze e disarma i cuori, le menti e la vita, trasformandoci in uomini e donne compassionevoli e pacifici”.
Un'altra via - aggiungono - “è quella di coltivare lo spirito di fraternità universale incarnato da san Francesco, che trattava tutti come ‘omnes fratres’, ‘fratelli tutti’. La fraternità ci rende capaci di riconoscere il volto di Dio negli altri e di essere solidali con loro, specialmente con i poveri e i deboli. Quanto più la fraternità fiorirà tra di noi, tanto più la pace metterà radici nel mondo”.
Il dialogo interreligioso ha dunque un “profondo potenziale” per far progredire la causa della pace nel mondo. Ed è una “necessità vitale”, scrivono i due presuli citando Benedetto XVI. “Radicati nelle nostre rispettive religioni e uniti da valori condivisi – auspica il messaggio - possiamo noi, indù e cristiani, trarre nuova ispirazione dal quarantesimo anniversario dell'incontro di Assisi. Possiamo fare in modo che lo spirito di Assisi impregni sempre più la nostra vita pregando per la pace, vivendo lo spirito di fraternità nella quotidianità e, impegnandoci attivamente nel dialogo interreligioso, mano nella mano con persone di altre religioni e con tutti gli uomini e donne di buona volontà per lavorare per la pace nel mondo”.









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