Migliaia di fedeli ai funerali del rettore del seminario di Bangalore, massacrato a Pasqua

La cerimonia è avvenuta ieri a Ettumanoor (Kerala), suo villaggio natale. Migliaia di persone, fra preti e laici, hanno voluto salutare un uomo di fede e “vero testimone” di Cristo. Proseguono le indagini della polizia, secondo la quale gli assassini sarebbero dei “conoscenti” di p. Thomas.

di Nirmala Carvalho

Bangalore (AsiaNews) - Migliaia di fedeli hanno partecipato ieri pomeriggio ai funerali di p. Thomas, il rettore del seminario di Bangalore (Karnataka) ucciso nella notte tra la domenica di Pasqua e il lunedì. La funzione è avvenuta nella chiesa di S. Giuseppe a Ettumanoor (Kerala), il suo villaggio d'origine, ed è stata presieduta da Mar Mathew Moolakkatt osb, arcivescovo dei siro-malabaresi di Kottayam, assieme a molti altri prelati e sacerdoti che si sono alternati alla guida delle cerimonie in memoria del sacerdote assassinato. Il suo corpo è stato tumulato al St. Joseph Knanaya Church Cemetry, nel distretto di Kottayam; sin dalle prime ore del mattino di ieri migliaia di persone - vescovi, preti, suore, semplici fedeli - hanno voluto rendergli omaggio, prima della sepoltura.  

Nel corso dell'omelia funebre, il vescovo ausiliario Mar Joseph Pandarasseril ha ricordato l'amicizia e il legame che la comunità nutriva verso p. K J Thomas, apprezzato sia nel seminario che in tutta la diocesi. Egli aveva a cuore il destino dei suoi seminaristi ed era "un vero testimone" della fede cristiana. Il prelato ha chiesto di "pregare per la conversione" dei colpevoli e di quanti "hanno compiuto un atto così crudele".

Intanto, proseguono a Bangalore le indagini della polizia. Secondo gli investigatori, p. K.J. Thomas conosceva i suoi assassini. Prima dell'omicidio infatti tra vittima e aggressori sarebbe intercorsa una breve conversazione, conclusasi con la morte del sacerdote. Uno di loro avrebbe bussato alla porta di p. K.J. Thomas, inducendolo a uscire dalla stanza, mentre un altro lo avrebbe aggredito alle spalle. Poi avrebbero pulito il sangue con i vestiti della vittima, e prelevato dalla camera i documenti di cui avevano bisogno.

I risultati dell'autopsia non sono ancora stati resi disponibili, ma si sa che il sacerdote è stato colpito al volto e alla testa con un corpo contundente - forse un mattone - per poi essere soffocato con il dhoti da lui indossato per la notte.

La dinamica dei fatti suggerisce che gli autori dell'omicidio non fossero dei killer prezzolati. "Queste persone - spiegano gli agenti - non hanno rubato alcun oggetto di valore dal seminario, e oltretutto hanno perso tempo a pulire le macchie di sangue".

 

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