Mumbai (AsiaNews) – I cattolici di Mumbai hanno festeggiato con celebrazioni solenni il 60mo anniversario della fondazione del santuario della Madonna di don Bosco a Matunga. Ieri si sono svolte tre cerimonie eucaristiche: la prima, alle 8 di mattina (ora locale), è stata presieduta da mons. Dominic Savio Fernandes; la seconda, alle 9.30, da mons. Barthol Barretto [entrambi vescovi ausiliari dell’arcidiocesi di Mumbai, ndr]; la terza, alle 11, è stata officiata dall’arcivescovo, il card. Oswald Gracias. Nell’omelia il cardinale ha detto: “Gesù è venuto sulla terra, mandato dal Padre, per rivelarci il volto di Dio, l’amore del Padre, lo scopo della nostra vita e il nostro rapporto con Dio. Gesù ci rivela che Dio è spirito, ci svela che Dio è ovunque”.
Con l’occasione è stato celebrato anche il 75mo anniversario della “Don Bosco High School”. Sulla storia del santuario, p. Edwin D’Souza, il rettore, ha ricordato che “è stato eretto 60 anni fa [nel 1957, ndr] per la gloria di Dio e gli onori della Beata Vergine Maria”. Il luogo di culto nasce dall’iniziativa di p. Aurelio Maschio, un salesiano italiano e pioniere nella diffusione della devozione di don Bosco in India. Il 28 novembre 1964 il santuario è stato consacrato da mons. Hubert D’Rosario [allora vescovo di Dibrugarh, in Assam – ndr], in occasione dell’inizio del 39mo Congresso eucaristico internazionale. Il 4 dicembre 1964 papa Paolo VI si è recato in visita al tempio e ha benedetto la statua di Maria Aiuto dei cristiani.
Secondo p. D’Souza, “p. Aurelio Maschio era stato affascinato dalla bellezza e dalla grandezza del santuario di Maria Aiuto dei cristiani a Torino [basilica di Maria Ausiliatrice, ndr]. Così ha voluto replicare questo monumento di don Bosco per i cittadini di Mumbai, come un monumento di amore e devozione a Maria Aiuto dei cristiani. Il suo lavoro è stato reso possibile grazie alla generosità di migliaia di benefattori della città, del Paese, in Italia e nel resto del mondo, che hanno trasformato il sogno in realtà”.
Il card. Gracias ha sottolineato che “noi, in quanto figli del Padre, abbiamo avuto il dono di conoscere e avere Dio in mezzo a noi. Egli è nel santissimo sacramento – l’eucaristia –, nei sacerdoti e in ognuno di noi. Dio è presente nella famiglia, nella Chiesa, nei poveri, nei migranti e in coloro che soffrono”. Poi ha invitato: “Aprite le porte a Cristo, lasciate che egli venga a noi”. Ricordando papa Francesco, che ha indicato nei termini “permesso”, “grazie” e “scusa” le parole che “aprono la strada per vivere bene nella famiglia”, il porporato ha concluso: “Dobbiamo costruire le nostre relazioni all’interno della famiglia basate sull’amore reciproco, il rispetto e la comprensione. [Affidiamoci a] Maria che, donandoci Gesù, ci dà la forza di superare tutte le difficoltà”.
















