Rischio di crisi umanitaria nel Manipur. Appello della Chiesa ai tribali: Una tregua per Natale

Da quasi due mesi i tribali bloccano l’accesso di merci e beni sulla principale arteria autostradale. La diatriba ha carattere etnico e vede contrapposti i tribali cristiani e la maggioranza indù. Ministro dell’Interno dell’Unione rimprovera per negligenza il governo statale.

Imphal (AsiaNews) – La popolazione dello Stato indiano del Manipur rischia una vera e propria crisi umanitaria, a causa del blocco economico in vigore da 52 giorni per le proteste dei tribali. Per questo oggi i leader cristiani locali, riuniti nel Joint Peace Mission Team (Jpmt), hanno lanciato un appello allo United Naga Council, che blocca l’accesso delle merci sulla principale arteria autostradale. A nome di tutta la Chiesa – scrive il rev. Solomon Rongpi, co-presidente del gruppo – “chiediamo a tutte le persone interessate di sospendere ogni tipo di blocco, almeno per il periodo del Natale e del Capodanno. Questo gesto sarà espressione della buona volontà che cantarono gli angeli alla nascita di Cristo”.

I rappresentanti cristiani hanno sottoscritto l’appello “con profondo dolore nel cuore”. Hanno chiesto ai manifestanti di “non dimenticare l’immenso numero di persone innocenti che sta soffrendo, e ricordare il messaggio di pace che il Natale porta a ognuno di noi”.

La diatriba – di carattere etnico – ha origine all’inizio di novembre, quando il governo ha decretato una nuova suddivisione territoriale, limitando i territori esentasse (perché abitati da tribali) del complesso montuoso di Naga Hills. Dal canto loro, i tribali riuniti nello United Naga Council, in maggioranza di religione cristiana e di etnia Naga e Kukis, hanno eretto barricate su due autostrade che riforniscono tutto lo Stato di beni e merci.

La situazione è precipitata a metà dicembre, con i militanti tribali del National Socialist Council of Nagaland che hanno attaccato la stazione di polizia di Manipur e provocato la morte di tre poliziotti. Nei giorni successivi attorno alla capitale è esplosa la guerriglia, con automobili date alle fiamme e ordigni rudimentali fatti detonare nelle strade. Infine il 17 dicembre la comunità di maggioranza indù di etnia Meiteis ha attaccato due chiese battiste e minacciato i cristiani di ritorsioni se avessero festeggiato il Natale. Da quel momento nella capitale vige il coprifuoco e i servizi di telefonia mobile sono stati disattivati.

Oltre all’appello alla pace dei cristiani, è intervenuto anche il governo dell’Unione, rimproverando le autorità statali di negligenza nel riportare sotto controllo la situazione. Rajnath Singh, ministro dell’Interno, ha inviato una lettera a Okram Ibobi Singh, chief minister del Manipur, con la quale lo invita “ad adempiere gli obblighi imposti dalla Costituzione con tempestività”. È responsabilità dello Stato, ha aggiunto, “mantenere l’ordine pubblico e garantire i rifornimenti essenziali”.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Mondo russo
Porta d'Oriente
Lanterne rosse

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000