Delhi (AsiaNews) –La vicenda delle due suore di Agra fermate venerdì nello Stato del Chhattisgarh alla stazione ferroviaria di Durg con l’accusa di “conversioni forzate” mentre – con il consenso scritto dei genitori – stavano accompagnando alcune ragazze maggiorenni già cristiane al loro nuovo posto di lavoro, non è stato caso isolato. Lo sostiene in una nota la Conferenza dei vescovi cattolici dell’India (CBCI), che condannando “con fermezza il recente arresto e la presunta aggressione fisica”, la definiscono “parte di una preoccupante ondata di molestie, false accuse e casi fabbricati che prendono di mira le suore in tutto il Paese”.
I vescovi esprimono preoccupazione per il fatto che “le religiose cristiane sono sempre più seguite da disturbatori sociali, che le circondano nelle stazioni ferroviarie, istigano la folla e usano un linguaggio offensivo. Queste azioni - scrivono - rappresentano una minaccia grave non solo alla dignità e alla modestia di queste donne, ma anche alle loro vite”.
La Conferenza episcopale - definendo questi ripetuti episodi di molestie come una “grave violazione della Costituzione” - chiede ai governi locali degli Stati dell’India di “garantire la sicurezza di tutte le donne e di adottare misure tempestive per prevenire tali incidenti”. Inoltre, fa appello anche al governo centrale di Delhi, chiedendo un intervento urgente.
“Ribadendo il proprio impegno per la giustizia e la tutela dei diritti delle minoranze – conclude la nota - la Conferenza episcopale indiana esorta le autorità a prendere provvedimenti concreti per garantire i diritti e la dignità delle donne religiose e assicurarne la sicurezza. Si impegnata a continuare a monitorare attentamente la situazione e a intraprendere tutte le azioni necessarie per salvaguardare le comunità minoritarie in India”.
Intanto la vicenda delle due suore sta facendo discutere anche la politica indiana. Oggi è intervenuto in loro difesa anche Rahul Gandhi, il leader del Congress Party: “Questa non è giustizia, è il dominio della folla targato BJP-RSS (il partito e i movimenti della destra nazionalista indù ndr)”, ha scritto in un post sui social network. “Riflette un modello pericoloso: la persecuzione sistematica delle minoranze sotto questo regime”.
Gandhi ha inoltre ricordato che i membri del suo schieramento hanno protestato davanti al Parlamento di Delhi per quanto accaduto nel Chhattisgarh. “Non resteremo in silenzio. La libertà religiosa è un diritto costituzionale”, ha affermato, chiedendo il rilascio immediato delle suore arrestate e l’assunzione di responsabilità per l’ingiustizia commessa.
















