Leader maoisti nepalesi cacciano i poveri e conducono vite “sontuose”

Al centro delle polemiche il presidente Prachanda e alti funzionari del partito. Di recente hanno ordinato lo sfratto di 15mila abusivi dalle capanne lungo i fiumi, per motivi “ambientali”. Quadro maoista accusa: “siamo stati truffati”. Critiche anche dall’ala giovanile del movimento comunista.

di Kalpit Parajuli

Kathmandu (AsiaNews) - Dopo anni di lotta per i diritti di proletari e della fascia più debole della popolazione, la leadership maoista nepalese è oggetto di critiche feroci per uno stile di vita "sofisticato" e disinteressato persino "ai diritti di base" di dirigenti di seconda fascia e simpatizzanti del partito. Ad alimentare i malumori della gente contribuisce la recente decisione del governo - retto da una coalizione a guida maoista - di cacciare poveri e senza fissa dimora che vivono nei pressi dei corsi d'acqua che scorrono a Kathmandu. L'esecutivo ha deciso lo sfratto perché i fiumi sono inquinati dai liquami e dalle scorie prodotte dagli abitanti del centro; tuttavia, sono in migliaia a non aver più un luogo dove rifugiarsi e, fra gli sfollati, vi sono anche esponenti del partito.

L'ordine di sfratto - senza la proposta di alloggi alternativi - emesso dal governo riguarda almeno 15mila abusivi, che hanno occupato sinora circa 3mila capanne. Fra questi vi è il 31enne Pradip Bahadur Sunuwar, dirigente maoista, che viveva lungo fiume Bagmati. Egli non nasconde la propria amarezza per la situazione e accusa: "Noi poveracci, siamo stati truffati dai leader maoisti". E aggiunge: "Hanno promesso una società all'insegna dell'uguaglianza e migliori condizioni di vita. [...] Ma i miei sacrifici e quelli di altre centinaia di persone come me sono serviti solo ad arricchire i leader maoisti".

Tra i vertici del partito al centro della polemica vi è anche il presidente dei maoisti, Prachanda, per uno stile di vita definito "sontuoso", mentre il Paese è afflitto da problemi di varia natura: una profonda crisi economica, instabilità politica, corruzione e chiusura di industrie per i continui scioperi dei lavoratori. Aji B.K., 50 anni, da 10 anni residente in una delle migliaia di baracche accanto al fiume è durissimo: "I maoisti mi hanno usato perché votassi per loro, ma ora sono costretto a vivere ai margini della strada per colpa loro".

Interpellato da AsiaNews Mahesh Bahadur Basnet, membro del Comitato permanente maoista e consigliere politico del premier, afferma che "il governo non ignora i poveri senza terra" e promette "alternative a breve per la loro sistemazione". Egli ammette che lo stile di vita di alcuni leader del partito è "sontuoso" ma cerca di minimizzare, sottolineando che riguarda "solo pochi elementi". Critiche ai vertici giungono anche dal movimento giovanile maoista, la Young Communist League (Ycl), e annuncia proteste contro i dirigenti di primo piano e il presidente Prachanda.

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