Più seggi e doppio turno: l’impegno politico delle minoranze pakistane

In un seminario a Islamabad si è discusso di quote riservate ai non musulmani e al sistema di voto. Cristiani, indù e altre confessioni chiedono “più poltrone” e doppio turno. Paul Bhatti: contro le quote riservate, serve valutare “l’attaccamento alla nazione” e il “servizio alla madrepatria”; serve un sistema “efficace”.

di Imran Morris

Lahore (AsiaNews) - Le minoranza religiose pakistane chiedono maggiore rappresentatività all'interno delle istituzioni e un peso politico più forte per garantire anche i diritti dei non musulmani, spesso vittime di emarginazioni e abusi, fino a violenze e persecuzioni. In un seminario tenuto il 25 luglio scorso a Islamabad, promosso dal ministero federale per l'Armonia nazionale e intitolato "Sistema elettorale con riferimento ai non musulmani in Pakistan", cristiani, indù e altre confessioni religiose hanno chiesto - all'unanimità - al governo centrale un numero maggiore di seggi in seno alle assemblee e il sistema di doppio voto in occasione delle principali tornate elettorali. Due prerogative definite "necessarie" dai leader presenti all'incontro, per garantire una rappresentanza "effettiva" alla Camera, al Senato federale e nei Parlamenti provinciali. 

Col sistema elettorale vigente in Pakistan, i non musulmani possono votare per la scelta dei candidati ma non hanno potere di decisione in merito ai seggi riservati alle minoranze. In linea teorica tutti i cittadini godono di pari diritti e chiunque può competere per la conquista di un posto nelle assemblee. Tuttavia, all'atto pratico è quasi impossibile per cristiani, indù, sikh o altro partecipare e vincere in una società dominata in modo pressoché totale dalla maggioranza musulmana.

Per questo, i legislatori hanno previsto con l'attuale Costituzione di riservare quattro seggi alla Camera (l'Assemblea nazionale), altri quattro al Senato e un numero minimo nei vari Parlamenti provinciali. I leader delle minoranze denunciano però che non sono state fatte modifiche alla quota, nemmeno quando si è passati da 207 a 342 delegati all'Assemblea nazionale.

I leader cristiani hanno sempre sostenuto che l'obiettivo delle minoranze è quello di restare a pieno titolo nell'alveo della politica nazionale, conquistando seggi e posizioni senza il bisogno di quote ad hoc o posti riservati per legge, che finiscono però con il ghettizzare ancor di più i non musulmani. Tuttavia, il principio di "pari diritti e opportunità" è rimasto disatteso e fino a che non si raggiungerà una situazione di reale parità è necessario mantenere la quota di seggi riservati e aumentarne il numero.

Intervenendo al seminario di Islamabad, il consigliere speciale del Primo Ministro per l'Armonia nazionale Paul Bhatti, un cattolico, ha sottolineato di aver voluto invitare "leader religiosi, politici e sociali" non musulmani in Pakistan, per "riunirci e costruire assieme un sistema elettorale adeguato" che possa proteggere "i diritti" delle minoranze. Egli è contrario alle quote riservate e auspica che la scelta di un rappresentante politico sia fatta "sull'attaccamento alla nazione e al servizio dedicato alla madrepatria". Tuttavia, al momento non vi sono ancora le condizioni per il rispetto effettivo dei diritti di tutti i cittadini e per questo va studiato un sistema elettorale "efficace".

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Mondo russo
Porta d'Oriente
Lanterne rosse

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000