Colombo (AsiaNews) - Lo Sri Lanka ha avviato un’iniziativa storica volta a definire il suo primo Codice Nazionale dell’Edilizia (Nbcsl): un progetto destinato a trasformare sicurezza, qualità e sostenibilità degli edifici, compresa la resilienza alle catastrofi.
L’iniziativa è stata discussa durante una riunione tenutasi la scorsa settimana presso il ministero della Difesa con alti funzionari dell’Istituto Nazionale di Ricerca Edilizia (Nbri), del Dipartimento Nazionale di Pianificazione (Npd), dell’Autorità per lo Sviluppo Urbano (Uda) e dell’Autorità per lo Sviluppo del Settore Edilizio (Cida). Il progetto sarà gestito congiuntamente, in consultazione con le parti interessate; è stato approvato per l’attuazione nel periodo 2026-2028, dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri già concessa il 21 ottobre 2025.
Sicurezza, sostenibilità e norme uniformi
Gli ingegneri civili Samadhi Kalupahana e Mayantha Senanayaka, residenti in Australia, hanno spiegato ad AsiaNews che attualmente lo Sri Lanka non dispone di un unico codice edilizio nazionale legalmente sancito. "La progettazione e le pratiche di costruzione si basano su una combinazione di standard internazionali, tra cui l’International Building Code, gli Eurocodici, gli standard britannici e quelli indiani, oltre che su normative locali e requisiti specifici del settore". Poiché l’uso di standard diversi potrebbe comportare incongruenze nella verifica della progettazione edilizia, nelle approvazioni e nell’applicazione delle norme, sottolineano la necessità di un modello specifico per il Paese.
Pertanto, il Codice edilizio nazionale proposto dovrebbe fornire un quadro unificato basato su standard riconosciuti a livello internazionale, tenendo conto delle condizioni climatiche, geologiche e ambientali del Paese. "Esso coprirà 10 principali aree tecniche quali sicurezza strutturale e antincendio, sostenibilità e accessibilità universale, definendo le procedure relative a licenze edilizie, ispezioni, conformità e applicazione delle norme".
“L’iniziativa si concentrerà sul chiarimento delle responsabilità delle istituzioni governative e sull’istituzione di procedure uniformi di approvazione, ispezione e applicazione". Anche i programmi di rafforzamento delle capacità rivolti alle autorità di regolamentazione e ai professionisti del settore edile costituiranno una parte fondamentale del progetto. "Il processo di elaborazione coinvolgerà istituzioni governative, ordini professionali, mondo accademico, settore edile e pubblico”, hanno detto gli ingegneri civili ad AsiaNews.
Prevenzione dei disastri, nuove regole edilizie
Secondo alti funzionari del Nbri, “una società di consulenza sarà selezionata tramite una procedura di appalto competitiva, in conformità con le linee guida dell’Agenzia Nazionale per gli Appalti, e il progetto sarà finanziato dal Fondo Consolidato". Poiché si prevede che l’incarico duri 24 mesi e culmini nella preparazione e nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Codice Nazionale dell’Edilizia, ciò riflette "il fermo impegno del Governo a proteggere vite umane e beni attraverso standard edilizi moderni e scientificamente fondati. Un codice edilizio nazionale è atteso da tempo e la sua elaborazione segna un passo significativo verso uno Sri Lanka più sicuro e resiliente".
Shirantha Hewapathirana e Nimalka Mendis, docenti universitari di ingegneria civile, ritengono che la necessità di un codice applicabile a livello nazionale sia particolarmente significativa a causa delle diverse condizioni climatiche, geografiche e ambientali del Paese, che includono pericoli naturali quali inondazioni, frane e venti forti. "Tale iniziativa fornirà una base chiara e coerente per progettazione, costruzione, manutenzione e supervisione normativa in sicurezza. La proposta mira a riunire questi requisiti in un unico quadro nazionale, adattato alle condizioni specifiche dello Sri Lanka, pur rimanendo in linea con le migliori pratiche riconosciute a livello internazionale", dicono.
Infine, come rivelato da alti funzionari della Sri Lanka Sustainable Energy Authority (Sea), “la Sea è autorizzata dalla Legge n. 35 del 2007 a introdurre un Codice di buona pratica per gli edifici ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera f)". La stesura è stata curata dalla società di consulenza Co-Energi (Pvt) Ltd e successivamente sviluppata in diversi moduli dalla SEA con l’assistenza di esperti del settore. "Il presente Codice stabilisce i requisiti per la progettazione di nuovi edifici commerciali e impianti industriali, compresi complessi residenziali su larga scala. Allo stesso tempo, il codice edilizio ridurrà al minimo i potenziali danni a vite umane, beni e continuità operativa, compresi i costi delle operazioni di emergenza, migliorando la resilienza dell’ambiente costruito".


















