La 'Crans Montana' di Bangkok e i tanti precedenti in Thailandia

Salito a 30 il bilancio dei morti nel rogo nel pub di Chatuchak. Le prime indagini puntano il dito sulle vie di fuga bloccate. Il governatore annuncia verifiche a tappeto sui pubblici esercizi, ma il Paese ha una lunga storia su regole ignorate o disattese anche attraverso forme di corruzione.

di Steve Suwannarat

Bangkok (AsiaNews) - Proseguono a Bangkok le indagini per accertare ragioni e eventuali responsabilità per il rogo che poco prima della mezzanotte di domenica ha devastato il pub Roong Bier Na Lat Phrao, ritrovo della popolare area di svago e commerciale di Chatuchak. Questa mattina l'ufficio distrettuale di Chatuchak ha aggiornato il bilancio a 30 morti, oltre a 75 feriti o intossicati di cui 24 in condizioni critiche. Oggi è iniziato anche il ritiro da parte delle famiglie delle salme dall’Ospedale generale della polizia per provvedere privatamente alle esequie.

La polizia sta procedendo con gli interrogatori di testimoni o individui coinvolti in vario modo con la tragedia, finora 34. Molti gli interrogativi sulle ragioni di un incendio che si è sviluppato con estrema rapidità e sui dispositivi di emergenza, incluse le vie di fuga, per i primi rilievi forse chiuse o inadeguate a consentire il deflusso rapido di quanti si trovavano all’interno. Mentre molti sono riusciti a fuggire all’esterno, anche con gli abiti in fiamme, tante delle vittime decedute sono state ritrovate nei bagni senza finestra dove avevano cercato riparo a poca distanza da una delle uscite, forse bloccata.

I vigili del fuoco hanno impiegato mezz’ora a spegnere l’incendio che ha devastato completamente il locale, simile ad altri adiacenti, molto affollati nei fine-settimana grazie anche all’offerta di cibo, alcolici, musica dal vivo e la trasmissione di eventi sportivi.

Riguardo alle cause di uno dei più gravi eventi di questo genere verificatisi nel Paese, le testimonianze dei sopravvissuti parlano di un probabile corto circuito in una centralina elettrica che ha anticipato una esplosione, una fiammata orizzontale e un fumo denso che ha invaso la struttura a un solo piano mentre era in corso un'esibizione di musica dal vivo. Secondo le autorità, a innescare l'incendio nel locale, sottoposto a un’ispezione di sicurezza ad aprile, potrebbe essere stato il cortocircuito in un condizionatore a soffitto.

Il disastro - che richiama evidentemente similitudini con quello di Capodanno della discoteca Le Constellation di Crans Montana - ancora una volta ripropone in Thailandia la questione della sicurezza dei locali pubblici, a fronte di regolamenti aggiornati in passato dopo simili eventi mortali, ma spesso ignorati o applicati parzialmente. Il governatore di Bangkok, Chadchart Sittipunt, ha ordinato oggi all'amministrazione cittadina una verifica a tappeto sui locali per valutare i rischi e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione metropolitana nell'applicazione delle normative sulla sicurezza.

D’altra parte, la Thailandia è già stata teatro di eventi devastanti con decine di vittime. L’ultimo di grande impatto era stato il rogo di un nightclub il 5 agosto 2022 nella provincia orientale di Chonburi con almeno 13 morti. Precedente, ma ancora di più impressa nella memoria dei thailandesi è la strage del club Santika, nella capitale: la notte di Capodanno del 2009 il fuoco e il fumo provocarono la morte di 66 persone e il ferimento di 200, perlopiù giovani coinvolti nei festeggiamenti. Una vicenda non soltanto dolorosa - fu il peggiore disastro di questo genere per la Thailandia - ma che portò anche alla luce la corruzione e la carenza della sicurezza alla base della tragedia.

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