Detenuto politico muore in carcere nello Xinjiang

Proprio mentre Xi Jinping è a Washington (e il tema dei diritti umani resta un tabù) la famiglia ha appreso dalle autorità cinesi la morte "per infarto" di Shi Tingfu, storico attivista, detenuto dal 2024 per aver fatto conoscere delle proteste di un gruppo d agricoltori. Il CHRD: la negazione delle cure mediche è una forma di tortura oggi in Cina.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Gli occhi del mondo sono concentrati sulla visita del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti e su quanto questa sera lui e Trump vorranno comunicare sull’esito dei colloqui riguardo a temi caldissimi come la guerra commerciale, la corsa al primato nell’intelligenza artificiale, i conflitti aperti in Medio Oriente e in altre aree del mondo, la questione di Taiwan. Come negli incontri precedenti, resta invece tabù il tema dei diritti umani in Cina, se ci eccettua il gesto simbolico della liberazione di Ezra Jin, il pastore della Zion Church, giunta alcune settimane dopo l’ultima visita di Trump a Pechino.

Proprio per questo vale la pena rilanciare oggi la notizia della morte in carcere di un dissidente rilanciata ieri sera dal CHRD, il cartello di ong che riunisce numerose associazioni che in vari Paesi tengono alta l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani in Cina. Secondo quanto riferito da fonti in Cina le autorità del carcere di Shahe nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, il 22 settembre hanno informato la famiglia della morte di Shi Tingfu, un detenuto politico di 67 anni che stava scontando una pena di tre anni per la classica accusa di “litigi e provocazione di disordini”, utilizzata da Pechino per reprimere ogni forma di dissenso. Le autorità del carcere hanno dichiarato che la morte sarebbe stata provocata da un infarto.

La morte di Shi è arrivata ad appena una settimana dalla presentazione del rapporto "Swept Under the Rug" (Nascosto sotto il tappeto), in cui il CHRD rilevava come la privazione di cure mediche adeguate sia una forma comune di tortura praticata nelle carceri cinesi. Basandosi sull’esame di 209 casi tra il 2016 e il 2025, il rapporto ha rilevato che il 35% degli ex detenuti interpellati descriveva di aver subito la privazione di cure mediche adeguate. E vi sarebbero almeno 16 casi di persone morte in detenzione per questo motivo, senza alcuna prova che per questo un funzionario sia stato perseguito o punito per aver torturato un prigioniero di coscienza.

“Sebbene CHRD non possa confermare in modo definitivo che Shi sia morto a causa di cure mediche inadeguate - si legga in una nota diffusa dal cartello di ong - le autorità carcerarie dovrebbero immediatamente fornire alla famiglia di Shi tutti i dettagli sulle circostanze della sua morte, comprese le sue cartelle cliniche, le informazioni su eventuali trattamenti richiesti e ricevuti durante la detenzione e l'accesso al suo corpo. Le autorità dovrebbero consentire un'indagine indipendente e perseguire chiunque sia credibilmente implicato in questa morte”.

Shi Tingfu - che era stato un operaio in una fabbrica di elettronica a Nanchino aveva sostenuto le proteste pro-democrazia del 1989 in piazza Tiananmen. Licenziato negli anni '90 era conosciuto come un aperto sostenitore della libertà e della democrazia online; aveva anche organizzato proteste di strada per ricordare gli anniversari del massacro, attirare l'attenzione sulla corruzione dei pubblici ufficiali e mostrare sostegno alla democrazia a Taiwan. Aveva inoltre preso parte a campagne per liberare avvocati per i diritti umani perseguitati e per sostenere le famiglie dei prigionieri politici, venendo per tutto questo più volte arrestato.

L’ultima sua detenzione era iniziata nel gennaio 2024, quando la polizia dello Xinjiang lo aveva fermato per aver passato informazioni ai media esteri su coltivatori di frutta della città di Aral che stavano protestando contro il Corpo di Produzione e Costruzione dello Xinjiang, una formazione paramilitare che sorveglia le attività agricole. Le autorità avevano negato a Shi il tempestivo accesso all'assistenza legale accusandolo di "diffondere e promuovere terrorismo ed estremismo".

Shi soffriva di molteplici problemi di salute, tra cui ipertensione, polmonite e asma. Quando il suo avvocato lo aveva incontrato presso il Centro di detenzione della città di Aral ad Aksu l'11 aprile 2024, aveva constatato che la sua salute già precaria si era ulteriormente deteriorata durante la custodia. La famiglia ha dichiarato che durante l’ultima vista avvenuta non molto tempo fa appariva in buone condizioni e non aveva parlato di alcun problema fisico, sollevando dubbi sulle circostanze della sua morte improvvisa.


"LANTERNE ROSSE" È LA NEWSLETTER DI ASIANEWS DEDICATA ALLA CINA
VUOI RICEVERLA OGNI GIOVEDI’ SULLA TUA MAIL? ISCRIVITI A QUESTO LINK

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Mondo russo
Porta d'Oriente
Lanterne rosse

Vedi anche

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000