Cina

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  • Yunus in Cina per rafforzare i legami tra il Bangladesh e Pechino

    Una visita di quattro giorni guardata con sospetto da New Delhi per gli equilibri in Asia Meridionale nella delicata transizione del dopo-Hasina. La riduzione degli interessi sul debito la richiesta più importante di Dhaka a Xi Jinping. Ma sul tavolo anche l'ipotesi di una grande investimento nel settore della produzione dei pannelli solari e altre ipotesi di delocalizzazione in Bangladesh di attività produttive cinesi.

  • John Lee fissa al 7 dicembre le nuove elezioni (per soli patrioti)

    Il governo di Hong Kong ha annunciato la data del voto per il rinnovo del Conglio legislativo, il "parlamento" locale ormai inaccessibile agli esponenti pro-democrazia in gran parte tuttora in carcere. Quattro anni fa votò appena il 30% degli elettori. E in un sondaggio condotto nelle scorse settimane è emerso tutto il malcontesnto verso un'istituzione "dove si fanno solo discorsi per adulare Pechino".

  • Passa per i manga la nuova ondata dell'immigrazione cinese in Giappone

    Secondo alcune stime entro il 2026 saranno un milione i cinesi che vivono in Giappone. A trainare la crescita sono le famiglie che iscrivono i figli alle accademie legate all'industria nipponica dell'animazione, dove ai migliori talenti vengono offerte facilitazioni per la residenza permanente: il 70% degli studenti stranieri oggi vengono dalla Repubblica popolare. Ma a Tokyo cresce anche la diffidenza nei loro confronti.

  • I cattolici di Shanghai e le restrizioni del vescovo Ma Daqin

    Una voce cattolica da Shanghai ricorda ad AsiaNews il caso del vescovo ausiliare che si dimise dall'Associazione Patriottica all'atto dell'ordinazione e da allora vive recluso. Si sperava che la tormentata nomina di mons. Shen Bin come ordinario sbloccasse questa situazione, ma a ormai due anni di distanza nulla è successo. E Ma Daqin resta l'icona del "giusto sofferente".

  • La Casa Bianca taglia anche l’informazione libera in Asia

    L’ultima ondata di ordini esecutivi di Trump ha colpito anche Radio Free Asia e altri organi di informazione satellite come Voice of America. Finanziati dal governo statunitense, hanno rappresentato una fonte essenziale di informazioni da regioni a rischio come il Tibet o lo Xinjiang, contro il bavaglio della Repubblica popolare cinese. Ex ambasciatore Usa: "Un gigantesco regalo a Pechino".

  • Walmart vorrebbe scaricare sui produttori cinesi il peso dei dazi

    Alle aziende cinesi il gigante Usa della distribuzione avrebbe chiesto di ridurre i prezzi per compensare le tariffe introdotte da Trump. La protesta delle imprese che già lavorano con margini molto stretti per vincere la concorrenza. L'intervento del ministero del Commercio di Pechino. In gioco anche gli interessi dell'azienda nel mercato interno cinese.

  • Pechino scommette sul carbonio per i microchip di domani

    Due università cinesi stanno sperimentando un nuovo dispositivo che sostituisce i wafer di silicio adottando un rivoluzionario sistema ternario. I test attestano una sensibile riduzione del consumo di energia per i calcoli richiesti dall'intelligenza artificiale. L'obiettivo dichiarato è renderlo la tecnologia di riferimento ento 10-15 anni.

  • La 'via della seta' degli studenti stranieri in Cina

    Un modo per capire la portata della Belt and Road Initiative è osservare la provenienza degli studenti dell'Asia Centrale, dell'Africa o del Sudamerica presenti nelle città cinesi. Per loro la Repubblica popolare è la terra delle opportunità, ma anche sottofondo culturale della vita quotidiana. Difficilmente vi resteranno ma finiranno a lavorare per le aziende cinesi nei loro Paesi d'origine.

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