Scandali e contraffazioni: l'altra faccia dell’e-commerce alimentare cinese

L’ultimo caso a fine settembre riguardante il marchio di olio di noci Yikoufu. Pubblicità ingannevole e qualità scadente non frenano il boom delle vendite in rete. Fra produttori, intermediari, streamer e piattaforme un rimpallo di responsabilità. Servono nuove leggi.

di Silvia Torriti

Milano (AsiaNews) - In Cina continuano a fare notizia gli scandali alimentari legati alla vendita in diretta streaming di prodotti contraffatti o scadenti. L’ultimo caso risale a fine settembre, quando CCTV News ha riferito che, nel corso di un'ispezione condotta dall'Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato, è emerso che l’olio di noci del marchio cinese Yikoufu altro non era che comune olio di soia imbottigliato e venduto con un'etichetta ingannevole. Il prodotto, pubblicizzato durante una finta campagna benefica a sostegno degli agricoltori, era venduto a soli 39 yuan, invece che al prezzo di listino di 298 yuan.

Una lunga lista di truffe

Questa vicenda si aggiunge alla lista delle truffe commerciali che negli ultimi anni hanno riempito le pagine delle cronache locali, con echi anche a livello internazionale; un tema che fa riflettere anche al di là dei confini cinesi nell'odierna Giornata mondiale dell'alimentazione, promossa dalla Fao all’insegna del tema: “Innovare oggi per nutrire il domani”.

Solo due anni fa sono finiti sotto i riflettori gli spaghetti di patata dolce sponsorizzati da Dongbei Yujie, influencer cinese con oltre 24 milioni di follower, celebre per i video in cui mostrava la vita rurale della Cina nord-orientale. Come successivi test di laboratorio hanno rivelato, tali vermicelli contenevano in realtà amido di manioca, un adulterante economico usato nell’industria alimentare al posto del più pregiato e caro amido di patata dolce.

Un altro ben noto caso di pubblicità ingannevole, anch’esso risalente al 2024, riguarda le torte della luna del marchio honkonghese Meicheng. Benché i live-streamer presentassero questi dolci, tradizionalmente consumati durante la Festa di metà autunno, come provenienti dall’ex colonia britannica, si è scoperto che in realtà erano stati realizzati nella Cina continentale. Inoltre, diversamente da quanto annunciato, il loro ripieno non era a base di carne di asino, ma di maiale.

Negli ultimi anni, grazie alla diffusione dell’Internet mobile, il mercato cinese dell’e-commerce ha conosciuto un forte sviluppo. Secondo le previsioni, esso raggiungerà i 2.640 miliardi di dollari entro il 2031, con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) del 9.46%. Cifre che lo inseriscono tra i mercati digitali al dettaglio a più rapida espansione al mondo.

Tra i fattori che trainano il settore vi è sicuramente lo shopping in diretta streaming. Quest’ultimo ha generato 807 miliardi di dollari di valore lordo delle merci nel 2024 e si avvia a sostenere un Cagr del 18% fino al 2026, con oltre il 60% dei nuovi acquirenti provenienti da città cinesi di terzo livello e più piccole.

Il successo delle vendite in livestreaming è dovuto a più ragioni: la capacità di intrattenere e coinvolgere emotivamente i consumatori, il marketing visivo d'impatto, le promozioni a tempo limitato, spesso rafforzati da narrazioni incentrate sul benessere pubblico o su campagne a sostegno delle fasce più bisognose della società.

Tutto ciò rende il mondo dell’e-commerce un terreno fertile per la diffusione di pratiche illecite, nonostante l’esistenza di norme a tutela dei consumatori. Le “Misure amministrative per la supervisione dell'e-commerce in diretta streaming”, elaborate dall'Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato, stabiliscono infatti che gli operatori del settore e i venditori non possono commercializzare attraverso i propri canali prodotti scadenti, adulterati, contraffatti o dei falsi spacciati per autentici. È inoltre vietato loro intraprendere attività promozionali ingannevoli che possano trarre in errore i consumatori o altri operatori commerciali.

Per giunta, nel caso in cui il volume delle vendite superi i 50mila yuan, in base all'articolo 140 della “Legge penale della Repubblica Popolare Cinese”, tali infrazioni possono persino costituire reati penali. Nel caso dell'olio di noci Yikoufu, per esempio, il totale delle vendite ha superato i 3 milioni di yuan, oltrepassando ampiamente la soglia prevista.

In ogni modo, per stabilire la responsabilità penale è necessario dimostrare che le parti coinvolte siano effettivamente consapevoli che i prodotti venduti sono contraffatti o non conformi. Se i conduttori di dirette streaming possono talvolta ignorare la natura della merce promossa, i produttori e i fornitori ne sono quasi sempre a conoscenza.

Rimpallo di responsabilità

Sebbene le norme vigenti, tra cui la “Legge sulla tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori”, la “Legge sulla sicurezza alimentare” e la “Legge sulla qualità dei prodotti”, definiscano già chiaramente le responsabilità di produttori, venditori e streamer, l’assenza di strumenti efficaci e incisivi per l’applicazione delle medesime e l’inadeguatezza dei processi di verifica, fanno sì che chi commette questo genere di illeciti resti il più delle volte impunito.

Quando insorgono problemi, i produttori sostengono di essere semplici terzisti, gli intermediari affermano di essere solo fornitori, gli streamer insistono nel dire che si limitano a fornire consigli e le piattaforme dichiarano di offrire esclusivamente servizi tecnici. In sostanza, tutte le parti coinvolte si sottraggono alle proprie responsabilità, ognuno scarica la colpa sull’altro, lasciando che siano i consumatori a farsi carico dell'intera perdita.

Questi ultimi, infatti, si trovano spesso di fronte alla difficoltà di verificare la qualità e le caratteristiche del prodotto, di raccogliere le prove e di inquadrare giuridicamente la violazione. Inoltre, gli elevati costi li scoraggiano dall’avanzare delle istanze di risarcimento, incentivando ulteriormente la tendenza a vendere merci contraffatte o di qualità scadente in diretta streaming, come se fosse ormai una "prassi consolidata del settore".

Solo colmando le lacune legislative, conferendo reale efficacia alle misure di controllo e inducendo gli streamer più famosi farsi carico delle proprie responsabilità, sarà possibile regolamentare lo sviluppo dell'e-commerce, rendendolo un canale di acquisto realmente affidabile.

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