Seoul (AsiaNews) - Sembra senza fine la tragedia del popolo nordcoreano. Secondo un esperto del Sud, infatti, la carenza di generi alimentari peggiorerà ancora nel prossimo anno: fra le cause l’aumento dei prezzi verificatosi nella scena economica internazionale, un inverno estremamente rigido e l’inasprimento delle sanzioni internazionali contro il regime dei Kim.
Kwon Tae-jin, che insegna presso l’Istituto coreano di economia rurale, si aspetta un raccolto di grano “pari all’incirca a quattro milioni di tonnellate: si tratta di un calo di 100mila tonnellate rispetto all’anno scorso”. In un’intervista all’agenzia di stampa coreana Yonhap, il docente sottolinea che “oltre alla scarsità prevista nel raccolto vanno considerati le restrizioni internazionali e l’aumento dei prezzi. Ma anche l’epidemia di afta epizootica, che ha decimato il bestiame, e il freddo inverno che ha colpito la penisola”.
Il Nord, aggiunge, “ha bisogno di 5,5 milioni di tonnellate di grano ogni anno per nutrire i suoi 24 milioni di abitanti. Ma, dati tutti i fattori che abbiamo illustrato, possiamo dire che almeno 800mila tonnellate quest’anno non ci saranno”. Alcuni inviati dell’Onu hanno visitato il Paese – uno dei più chiusi al mondo – lo scorso febbraio e hanno confermato la situazione disastrosa in cui versa la popolazione.
Fonti di AsiaNews avevano già denunciato più volte il peggioramento della situazione alimentare della popolazione, costretta in alcuni casi a mangiare la terra per la fame assoluta. Il prossimo cambio al vertice (il passaggio di consegne fra il dittatore Kim Jong-il e il terzogenito Kim Jong-un) ha dato il colpo finale. L’erede, infatti, ha ordinato due attacchi militari contro il Sud che hanno scatenato le ire di Seoul e quelle americane. Inoltre, per garantirsi la fedeltà dell’esercito, il “terzo Kim” avrebbe riservato per i militari una quota alimentare ancora più ampia rispetto a quella concessa dal padre.
















