Preti cattolici sud-coreani ricordano le vittime della tragedia di Yongsan

Il 20 gennaio scorso sei persone sono morte nell’incendio di un edifico nella capitale. La polizia era intervenuta per sgomberare il palazzo, incendiato dai manifestanti che protestavano contro i bassi indennizzi ricevuto dal governo. I religiosi denunciano la violazione dei diritti umani in Corea del Sud.

di Theresa Kim Hwa-young

Seoul (AsiaNews) – I membri dell’Associazione preti cattolici per la giustizia (Cpaj) hanno celebrato, ieri sera, una messa per ricordare le vittime dell’incendio a Yongsan, quartiere centrale di Seoul. Essi denunciano una violazione dei diritti umani in Corea del Sud e biasimano l’atteggiamento del governo, colpevole di utilizzare metodi brutali per reprimere il dissenso e i movimenti di opposizione.

La vicenda risale al 19 gennaio scorso: un gruppo di dimostranti ha inscenato una protesta contro i bassi indennizzi accordati per la demolizione delle loro case a Yongsan, nel centro di Seoul. Lo sfratto era motivato da un piano di riqualificazione del quartiere, che prevedeva l’abbattimento di alcune abitazioni.

La situazione è precipitata il giorno successivo: all’arrivo della polizia per procedere alle operazioni di sgombero i manifestanti, col volto coperto da maschere e armati di ordigni incendiari, hanno appiccato il fuoco al tetto dello stabile. Nel rogo sono morti cinque dimostranti e un agente di polizia, 17 i feriti.

Ieri sera il Cpaj ha voluto ricordare le vittime della tragedia con una messa di suffragio (nella foto) e ha denunciato i metodi autoritari imposti dal governo: “La tragedia di Yongsan – si legge in un comunicato intitolato “Disastro e rovina della Repubblica di Corea” – è un incidente spaventoso che fa sorgere domande e traumi in tutti i cittadini in merito alla direzione intrapresa dal Paese e sulle ragioni alla base della catastrofe”.

I sacerdoti cattolici sottolineano che “una repubblica democratica” è fondata sul principio che il “bene pubblico” appartiene “ai cittadini” e biasima il comportamento del governo che “priva i cittadini non solo della felicità, ma della loro stessa vita, senza esitazioni”, nascondendosi dietro al paravento “della legalità e della giustizia”.

I membri dell’Associazione preti cattolici per la giustizia lanciano un monito al presidente Lee Myung-bak, la cui amministrazione ha compiuto “un crimine terribile negando l’esistenza stessa di Dio” e ribadiscono la loro “battaglia” motivata da un sentimento di “rabbia giustificabile”.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Mondo russo
Porta d'Oriente
Lanterne rosse

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000