Coronavirus: Tokyo dichiara la fine dell'emergenza in tutto il Paese

Era ancora in vigore nella capitale e in altre quattro prefetture. Per il governo i contagi sotto controllo. Riaprono scuole e locali pubblici. Economia in recessione. Lavoratori migranti i più colpiti dalla crisi. Premier Shinzo Abe: nuovo stimolo da 850 miliardi di euro.

di Emanuele Scimia

Tokyo (AsiaNews) – Il premier Shinzo Abe ha annunciato ieri la fine dello stato di emergenza per la pandemia di coronavirus in tutto il Paese. Il blocco delle attività economiche e i limiti alla circolazione erano ancora in vigore a Tokyo e nelle prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama, che contribuiscono a un terzo del Pil nazionale.

Le misure restrittive erano state adottate il 7 aprile, e allentate in modo graduale nelle ultime due settimane. Per le autorità nipponiche, l’infezione polmonare è sotto controllo. Il Giappone ha registrato 17200 casi di contagio e 853 decessi. Con 5100 infetti, l’area metropolitana della capitale è la più colpita.

Il governo monitorerà la situazione sanitaria nelle prossime settimane, non escludendo la possibilità di reintrodurre limitazioni in caso di una nuova ondata di contagi. Locali pubblici come bar e ristoranti potranno rimanere aperti più a lungo; riapriranno le scuole. La popolazione è invitata però a indossare le mascherine in pubblico, a mantenere una distanza di sicurezza e a lavorare da casa.

La pandemia ha assestato un duro colpo all’economia nipponica. Il Paese è tecnicamente in recessione. Nei primi tre mesi dell’anno, l’economia ha avuto una decrescita del 3,4% su base annua. È il secondo trimestre consecutivo con crescita negativa: nel periodo ottobre-dicembre dello scorso anno aveva segnato un -6,4%. Le previsioni degli analisti per il secondo trimestre del 2020 sono anche più cupe (-22%).

Si prevedono centinaia di migliaia di licenziamenti nei prossimi mesi. La fascia più a rischio è quella dei lavoratori migranti, che hanno di solito contratti a termine e sono i primi a essere licenziati in caso di crisi. Alla fine dello scorso anno, essi erano 1,6 milioni; il governo non rende pubblici i dati sul loro impiego.

Per rimettere a posto l’economia nazionale, Abe ha promesso uno stimolo da 100mila miliardi yen (850 miliardi di euro); esso si aggiunge a un primo intervento da 117mila miliardi di yen (990 miliardi di euro).

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